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15/01/2016
Prosegue il contrasto al bullismo.

Cultura della legalità, contrasto e prevenzione dei comportamenti a rischio fra i giovanissimi, integrazione delle attività formative e di dialogo tra gli studenti e gli specialisti delle forze di polizia, rischi legati all’uso delle nuove tecnologie sono alcuni dei temi compresi nella nuova formulazione del protocollo d’intesa di contrasto al bullismo.

Ad apporre la firma sul documento, il 9 dicembre nell’aula magna dell’Itis Avogadro di Torino, sono stati Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Regione Piemonte (assessorati all’Istruzione, Pari opportunità, Politiche sociali, Polizia locale), Questure di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, Comando Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, Compartimento della Polizia postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle d’Aosta, Corpo della Polizia municipale della Città di Torino, Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta.

Il protocollo d’intesa che rinnova per il triennio 2015-2018 l’impegno congiunto di diversi protagonisti istituzionali e rappresenta il coronamento di un percorso che già da alcuni anni vede impegnate istituzioni e forze di polizia in diverse attività nell’ambito della prevenzione del rischio e della promozione del benessere a scuola. L’esigenza è rafforzare le sinergie già consolidate in materia di bullismo e disagio mediante la programmazione di nuovi incontri informativi nelle scuole del territorio, approfondimenti su come prevenire o gestire eventuali comportamenti a rischio, percorsi di apprendimento con i ragazzi e le loro famiglie sui rischi delle nuove tecnologie, formazione del personale docente e dei dirigenti scolastici sulle tematiche dell’educazione alla legalità ed alla cittadinanza attiva, distribuzione della nuova edizione del volumetto “Bulli e Bulle? No grazie”, con le due versioni rivolte una agli studenti e l’altra a insegnanti e genitori.

Spetterà ad un tavolo tecnico interistituzionale stabilire annualmente gli obiettivi da raggiungere, la programmazione degli interventi, la progettazione delle attività proposte dagli enti firmatari, la modalità e la promozione delle stesse, la realizzazione, il coordinamento ed infine il monitoraggio dell’efficacia delle azioni intraprese.

Un lavoro che ha già portato risultati importanti nello scorso triennio, se si pensa che dal 2012 al 2015 sono stati 456 gli incontri svolti dalle Questure e dell’Arma dei Carabinieri nelle scuole di ogni ordine e grado (170 nelle primarie, 161 nelle secondarie di primo grado, 125 nelle secondaria di secondo grado), per un totale di 38.500 studenti coinvolti. Saranno invece 247 le classi delle scuole torinesi che, durante quest’anno scolastico, parteciperanno agli incontri informativi sui rischi da nuove tecnologie.

“La scuola di concerto con le altre istituzioni, riveste un ruolo fondamentale nel tutelare il benessere degli alunni e il rispetto della legalità all’interno degli spazi scolastici - ha commentato l’assessore regionale all’Istruzione, Gianna Pentenero - In quest’ottica l’aggancio precoce di situazioni a rischio da parte dei servizi territoriali, dei docenti e delle famiglia rappresenta un punto di forza per poter contrastare l’insorgere di fenomeni di disagio e di atti di bullismo. Ed è ciò che il protocollo rinnovato intende fare, coinvolgendo nella programmazione degli incontri anche tutte le agenzie formative del territorio”. Monica Cerutti, assessora regionale alle Pari opportunità, ha rilevato che “la scuola è il luogo nel quale i nostri giovani passano la maggior parte del loro tempo. Dobbiamo ritrovare il significato di quel luogo anche attraverso percorsi utili a ristabilire il principio di rispetto e uguaglianza. Dietro i banchi scolastici non nasce solo il futuro professionista, ma soprattutto il futuro individuo che dovrà agire e operare nei contesti sociali e civici. È necessario lavorare sulla prevenzione e il contrasto alle discriminazioni delle differenze, che devono diventare un valore”. L’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari, ha voluto evidenziare che “il rinnovo del protocollo rappresenta un’ulteriore azione a favore dei ragazzi e delle loro famiglie per evitare comportamenti a rischio, attraverso corsi di informazione-formazione riconducibili alle tematiche dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva. Lo scopo è anche quello di veicolare le esperienze migliori realizzate sul territorio in modo da accrescere la cultura del dialogo tra le scuole e tra queste e le istituzioni, favorire il benessere scolastico e le attività riparatorie e pratiche di ricomposizione del conflitto”. Giovanni Maria Ferraris, assessore alla Polizia locale, ha dal canto suo sostenuto che “bullismo e cyberbullismo sono due fenomeni gravi della nostra società e vanno contrastati con ogni mezzo, a partire dall’educazione da impartire ai nostri giovani all'interno del nucleo familiare prima, e a scuola poi. È necessaria anche un'importante azione di controllo ed indagine, al fine di individuare e sanzionare gli episodi vessatori, con l'ausilio delle nuove tecniche investigative e della collaborazione tra le forze di polizia. Abbiamo sempre più bisogno di programmi di prevenzione e di intervento come questo protocollo”.

Alla firma sono intervenuti anche Franco Calcagno, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Annamaria Balzelli, procuratore per i Minorenni, e Salvatore Longo, dirigente superiore della Polizia di Stato.







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