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28/10/2015
La Regione difende la carne piemontese.

La notizia che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità ha giudicato le carni rosse e lavorate come potenzialmente cancerogene se mangiate in certe quantità ha spinto l’assessore regionale all’Agricoltura del Piemonte, Giorgio Ferrero, a difendere la carne piemontese.

“Basta con queste banalizzazioni aberranti - afferma Ferrero - I produttori piemontesi non usano ormoni e processi di allevamento industriali, e questo fa la differenza. E' allucinante parlare di carne in modo generico. Basta anche con questa mentalità fordista, come se la carne fosse tutta uguale. Non è così, le caratteristiche dipendono dall'alimentazione degli animali e dalle modalità di allevamento. Noi in Piemonte non ci confrontiamo con un mondo che usa ormoni e processi industriali".

“La disinformazione - aggiunge l’assessore - è totale, ma noi siamo pronti alla sfida. Se la comunicazione non è superficiale e chiarisce che all’origine dei pericoli per la salute non è la carne in sé ma quella frutto di un certo tipo di allevamento, i produttori piemontesi hanno solo da guadagnarci”.

Ferrero conclude sostenendo che “saremo felici se anziché alimentare un'inutile psicosi si andrà ad approfondire quali sono le cause reali della mortalità per cancro. Perché con una produzione di qualità come la nostra, sappiamo di non rientrare in quella categoria".







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