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21/10/2015
Primi passi per la rete scolastica 2016-17.

Via libera della Giunta regionale al piano di indirizzo generale sulla programmazione della rete scolastica per l’anno 2016-17: è un documento, presentato dall’assessore all’Istruzione, Gianna Pentenero, che fissa indirizzi e criteri generali per l’acquisizione o il mantenimento dell’autonomia degli istituti scolastici, per i punti di erogazione del servizio, per il dimensionamento delle scuole piemontesi e per i centri provinciali per l’istruzione degli adulti.

Anche questa volta l’indicazione è quella di privilegiare gli accorpamenti, soprattutto per le scuole che presentano parametri inferiori alla normativa vigente, in modo da raggiungere la media regionale di circa 950 alunni per istituto. Nelle autonomie formate da scuole secondarie di 2° grado l’aggregazione fra istituti dovrà essere attuata tenendo conto dell’offerta formativa, del trend delle iscrizioni nel triennio precedente e delle previsioni del biennio successivo, nonché degli spazi disponibili, favorendo l’ottimale utilizzo degli edifici e dei locali.

Il piano conferma i criteri per i punti di erogazione del servizio: così, i plessi di scuola dell’infanzia dovranno essere costituiti con almeno 20 bambini; i plessi di scuola primaria da almeno 35 alunni con un corso completo e almeno due corsi completi nei centri urbani a più alta densità demografica; le succursali e le sezioni staccate di scuola secondaria di 1° grado dovranno essere costituite, ove le condizioni socio-economico-territoriali lo consentono, in presenza di almeno 40 alunni; nelle scuole secondarie di 2° grado le scuole coordinate, le succursali, le sezioni staccate, le sezioni annesse o aggregate nonché gli indirizzi di studio funzionanti nella medesima sede scolastica sono costituite con la previsione di un corso quinquennale; possono essere mantenuti attivi i plessi già funzionanti siti in Comuni montani o marginali composti per la scuola dell’infanzia da almeno 10 bambini, per la scuola da almeno una classe di 10 bambini o una pluriclasse con minimo di 8 e massimo di 18 alunni; le sezioni staccate di scuola secondaria di 1° grado costituite con almeno 20 alunni.

L’istituzione di nuove sezioni di scuola dell’infanzia verrà autorizzata dalla Regione in condivisione con l’Ufficio scolastico regionale, sulla base delle richieste che verranno presentate dai Comuni ed attivando consultazioni con i soggetti interessati nel rispetto della libera scelta educativa delle famiglie.

Per rispondere alle esigenze dell’utenza e del mondo produttivo con la conseguente eliminazione di sovrapposizione di alcuni percorsi formativi, il documento indica la necessità di definire sul territorio una rete di servizi scolastici più efficace ed efficiente e progettare una distribuzione più equilibrata delle tipologie e degli indirizzi di scuola superiore. La programmazione dell’offerta formativa 2016-17 dovrà essere improntata su principi di: efficienza ed efficacia della distribuzione territoriale dell’offerta; garanzia di un’offerta formativa sostenibile in rapporto alle risorse disponibili e stabile nel lungo periodo; contrasto della dispersione scolastica; interazione con il sistema formativo, il mondo del lavoro, il sistema dell’Università e della ricerca. Eventuali nuovi percorsi e indirizzi dovranno essere richiesti per singola sede, così come per le articolazioni degli Istituti tecnici e professionali. Proseguiranno i percorsi delle sezioni sportive del Liceo scientifico effettivamente attivate dall’Ufficio scolastico regionale negli anni 2014-15 e 2015-16.
Infine, per la valorizzazione dei 12 Centri di istruzione degli adulti attivi in Piemonte, il nuovo atto prevede che possa essere attuata solamente un’eventuale revisione in termini di punti di erogazione del servizio stabili, finalizzata al consolidamento e al rafforzamento sul territorio dell’assetto organizzativo.

“In questi ultimi anni - ha dichiarato l’assessore all’Istruzione Gianna Pentenero - le istituzioni scolastiche, le amministrazioni locali e la Regione hanno attuato significativi interventi di riorganizzazione delle risorse umane e strumentali, tenendo conto del quadro normativo in continua evoluzione. Il Piano rappresenta dunque lo strumento fondamentale per il funzionamento del sistema scolastico, sia sotto l'aspetto della qualità dell'offerta formativa, sia per l'ottimizzazione delle risorse umane ed economiche. Nell'affrontare questo argomento, è decisivo comprendere che non rendere operativo il piano significa pregiudicare a monte il sistema. Entro il 20 novembre 2015 le Province dovranno dunque trasmetterci le loro proposte per consentire poi alla Regione di arrivare all’approvazione definitiva del documento entro il 31 dicembre.





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