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03/04/2015
L’autorecupero degli alloggi è legge.

Il Consiglio regionale ha approvato nella seduta del 31 marzo il disegno di legge dell’assessore alla Casa, Augusto Ferrari, per l’autorecupero degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica da parte degli assegnatari.

“Il provvedimento - ha sottolineato Ferrari - ha avuto una pluralità di contenuti grazie all’apporto costruttivo di tutti i gruppi di maggioranza e di minoranza. Introdurre l’autorecupero significa innanzitutto un riconoscimento della capacità della persona dell’assegnatario di gestire un bene pubblico quale la casa popolare. Questo è l’elemento più prezioso di questo testo: affrontare il disagio sociale creando le condizioni per cui chi vive il problema possa responsabilizzarsi e intervenire direttamente”.

Gli interventi potranno essere effettuati dagli assegnatari utilmente collocati in graduatoria o già residenti nell’alloggio e la tipologia delle opere ammesse è quella che rientra nella casistica della manutenzione ordinaria, come sostituzione di apparecchi igienico-sanitari, riparazione di pareti o pavimenti, modesti interventi sugli impianti tecnologici. L’assegnatario dovrà produrre idonea documentazione per il riconoscimento dei costi sostenuti fino ad un massimo di 7.000 euro, che verranno rimborsati sia mediante detrazioni sull’affitto o la restituzione dell’importo anticipato fino al 50%. L’autorecupero è finalizzato anche ad incentivare la partecipazione diretta degli inquilini alla gestione ed al mantenimento in efficienza del patrimonio di edilizia sociale, nonché al miglioramento della qualità dell'abitare. E’ necessario che l’ente proprietario o gestore individui gli alloggi liberi che necessitano di tali opere, i lavori da effettuare, i costi stimati ed i tempi di realizzazione, stilando un elenco che dovrà essere periodicamente aggiornato. Verranno ammessi interventi di autorecupero anche sugli alloggi regolarmente occupati che necessitano di limitati interventi manutentivi.

Dai dati forniti dalle Atc e dai Comuni risulta che in Piemonte gli alloggi non assegnabili sono circa 800 con un fabbisogno di oltre 22,3 milioni di euro e che gli interventi hanno natura piuttosto variegata.

Ferrari ha riconosciuto che “questa legge non è la soluzione definitiva, ma può diventare una possibilità ulteriore per rendere meno statica la graduatoria di chi ha i requisiti e da troppo tempo attende l’assegnazione di una casa. Il prossimo passo sarà una revisione globale della legge sull’edilizia popolare”.






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