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31/12/2014
La nuova organizzazione della scuola piemontese.

Il piano di programmazione della rete scolastica per l’anno 2015-2016, approvato il 29 dicembre dalla Giunta regionale, definisce le operazioni di dimensionamento delle autonomie scolastiche secondo le linee guida dettate dal Consiglio, i punti di erogazione del servizio e i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti sulla base dei piani provinciali.

Secondo quanto stabilito dalle linee guida, le istituzioni scolastiche hanno privilegiato gli accorpamenti, raggiungendo la media di circa 938 alunni per istituto. Le delibera comporta inoltre riduzione di 14 autonomie, che passano da 586 a 572: dieci in meno nella provincia di Torino, due nella provincia di Cuneo, una in quella di Asti e una in quella di Vercelli. Con questo atto, inoltre, si va a ridurre la situazione attuale in cui operano le autonomie scolastiche, costrette a gestire la propria offerta formativa in situazione di reggenza, ovvero in mancanza di un dirigente titolare. Leggi il dettaglio

Nella definizione del nuovo assetto è stato considerato anche l'impatto organizzativo che la nuova configurazione può determinare nella definizione degli organici del personale docente e non docente. Nel primo ciclo è stata favorita l'aggregazione verticale delle attuali istituzioni scolastiche, costituite separatamente da direzioni didattiche e istituti secondari di primo grado, in istituti comprensivi.

La Giunta ha anche approvato il Piano integrativo dell'offerta formativa delle scuole superiori statali per il 2015-2016. Un assetto questo operato in base ai criteri stabiliti dal Consiglio regionale che consente di evitare duplicazioni e sovrapposizioni di analoghi indirizzi e opzioni già funzionanti nel medesimo ambito territoriale. Sono state accolte tutte le richieste di ampliamento degli indirizzi formativi presentate dalle Province tranne tre (Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera al Sobrero di Casale Monferrato per la sede di Rosignano a causa della mancanza di laboratori ad hoc, la richiesta di attivazione dell’opzione Tecnologia del legno nelle costruzioni dell’indirizzo Costruzioni ambiente e territorio al Leardi di Casale Monferrato e l’articolazione Biotecnologie ambientali dell’indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie dell’istituto tecnico Omar di Novara perché darebbero vita a classi troppo articolate e di numero superiore a quelle attivate quest’anno).

“Il piano - sostiene l’assessore all’Istruzione, Giovanna Pentenero - è stato elaborato tenendo in considerazione la peculiarità della rete scolastica piemontese, articolata e frammentata, dai Comuni di montagna fino alle grandi città. Abbiamo dunque lavorato pensando ad un’offerta formativa in grado di considerare le reali esigenze provenienti dal territorio, così da armonizzare le esigenze educative personali alle specifiche esigenze formative necessarie allo sviluppo economico del territorio ed a una migliore occupabilità dei giovani. Ci siamo poi soffermati sulla programmazione dei Centri per l'istruzione degli adulti, la cui diffusione in Piemonte purtroppo non è sufficiente. Abbiamo così cercato di sopperire alle mancanze avviando sperimentazioni interprovinciali in modo che in ogni area si potesse usufruire del servizio. Sarà comunque nostra premura chiedere al Governo di modificare il regolamento che, così com'è, non garantisce una copertura dei Centri su tutto il territorio piemontese e, soprattutto, non permette di continuare quelle sperimentazioni specifiche per gli adulti, come il progetto Polis, che oggi consente loro di conseguire un diploma in soli tre anni”.







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