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26/08/2014
Alessandria, 12 persone denunciate in 2 giorni.

L’immediato intervento degli operatori di polizia, unito alla tempestiva segnalazione dei cittadini, ha consentito alla Polizia di Stato di Alessandria di ottenere, ancora una volta, importanti risultati sul piano della prevenzione dei reati in genere e, in special modo, di quelli ai danni delle “fasce deboli”, il più delle volte commessi con artifizi e raggiri.
Ben dodici persone, infatti, sono state denunciate tra sabato e domenica scorsi dagli operatori delle Volanti della Questura.

Nel primo pomeriggio di sabato un equipaggio è intervenuto presso un supermercato cittadino poiché un uomo era stato sorpreso a rubare della merce.

Giunti sul posto, gli operatori hanno preso contatto con una cassiera del supermercato in questione che aveva notato poco prima due uomini e una donna mentre si aggiravano con fare sospetto tra gli scaffali; ad un certo punto uno dei due uomini, un cittadino rumeno di 34 anni, ha occultato della merce alimentare all’interno di una borsa che aveva a tracolla e, una volta giunto alla cassa, anziché pagare tutta la merce ne aveva pagata solo una parte omettendo di saldare il conto di quella occultata nella borsa.

Mentre le due persone che erano in sua compagnia, dopo aver regolarmente pagato la merce acquistata, uscivano dal negozio, la cassiera chiedeva al 34enne di aprire la borsa all’interno della quale erano state effettivamente nascoste alcune confezioni di carne.

Gli agenti si trovavano ancora sul posto quando è sopraggiunta nuovamente la coppia che era stata vista precedentemente in compagnia del 34enne.

L’uomo, un 36enne rumeno, è stato subito riconosciuto come complice del connazionale. Per tale motivo i poliziotti hanno denunciato entrambi per il reato di furto aggravato in concorso; la donna, invece, è stata denunciata in stato libertà perchè, a seguito di successivi accertamenti, è risultata inottemperante ad un provvedimento di divieto di ritorno nel Comune di Alessandria.

Domenica sera, sempre gli operatori della Squadra Volante della Questura hanno denunciato in stato di libertà nove cittadini rumeni responsabili, in corso tra loro, del reato di truffa.

I poliziotti sono intervenuti in Viale della Repubblica su segnalazione di un cittadino.

Questi, poco prima, era stato avvicinato da una donna di etnia rom che, accompagnata da altri connazionali, aveva cercato di vendergli senza successo un telefono cellulare che lui aveva ritenuto essere provento di furto.

L’uomo ha fornito agli agenti una precisa descrizione della donna precisando che era fuggita insieme ai suoi connazionali a bordo di due furgoni bianchi diretti verso Via Tiziano.

Le due pattuglie intervenute hanno raggiunto nel giro di pochi minuti i due mezzi e, dopo averli fermati, hanno identificato tutti i passeggeri.

Molti di essi sono risultati pregiudicati per furto, ricettazione e truffa e, per tale motivo, gli agenti hanno deciso di procedere alla perquisizione personale, estendendola anche ai veicoli.

Addosso a tre delle donne presenti i poliziotti hanno trovato complessivamente 4 smartphone, 6 anelli in color oro recanti sigilli che, per forma e dimensione, erano simili a quelli utilizzati per marchiare gli oggetti in oro fabbricati in Italia (e quindi tali da indurre in errore chiunque non esperto di materiale orafo) e alcuni pezzi di stoffa arrotolati e chiusi con un filo di colore nero e contenenti pezzi di carta solitamente utilizzati per intimidire ignare persone sul male cagionato dagli stessi.

Simile materiale, oltre a numerose cover e ad alcune batterie e cavetti USB per smartphone, è stato rinvenuto anche a bordo dei due furgoni.

Dalla verifica effettuata sui cellulari si è appurato che erano praticamente identici per forma e dimensione a quelli originali e reati dal colosso di informatica “Samsung”.

Per tali motivi gli agenti hanno sequestrato tutta la merce e denunciato i nove rumeni per i reati di tentata truffa e ricettazione.






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