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03/04/2014
Il Piemonte ricorda l'alluvione di 20 anni fa.

Il presidente Roberto Cota e l’assessore alla Protezione civile, Roberto Ravello, hanno presentato il 2 aprile gli eventi che si svolgeranno lungo tutto l'anno per ricordare la tragica alluvione del 1994, che colpì duramente il Piemonte.

Da quell’evento calamitoso iniziò ad operare il sistema di Protezione civile moderno così come lo si conosce oggi: un'organizzazione polivalente, organizzata in termini di cooperazione istituzionale e sussidiarietà tra enti ed amministrazioni con una concreta presenza di donne e uomini volontari sempre più qualificati, in grado di rispondere in maniera efficace e professionale alle emergenze.

Il fitto calendario di appuntamenti inizierà il 4 aprile con l’esercitazione sul nodo idraulico di Ivrea e proseguirà fino alla ricorrenza del 5 novembre: un percorso finalizzato a testare l’operatività tecnica e pianificatoria delle strutture nel campo della previsione e prevenzione, coinvolgendo tutto l’apparato del volontariato e la popolazione. In un convegno tecnico-scientifico che si terrà il 3 e 4 novembre verranno illustrate le esperienze di previsione ed intervento nel campo della difesa idrogeologica. “E’ stato scelto di non mettere in campo eventi mediatici - ha puntualizzato Ravello - ma di puntare su attività che testino le reali capacità di intervento, insieme a percorsi di formazione con le scuole per continuare a diffondere la cultura di Protezione civile. È importante ricordare l'impegno della Regione nel consolidare il sistema, che oggi costituisce un elemento di garanzia per i cittadini grazie alla sintesi tra le attività di prevenzione e gestione dell'emergenza”.

Ravello ha poi evidenziato che “dal 1004 ad oggi sono stati stanziati 3 miliardi e mezzo di euro per gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio; parallelamente, anche con l'importante supporto della Regione, sono stati predisposti 1126 piani comunali di Protezione civile”.

“Per tutti i piemontesi - ha ricordato Cota - l’alluvione del 1994 è stata una vera e propria tragedia. Da allora è successa una cosa straordinaria: da un evento negativo è scaturita una reazione molto positiva, che dopo anni di lavoro ha portato il Piemonte ad avere uno dei sistemi di Protezione civile tra i migliori del mondo. Se in questi quattro anni in Piemonte non si sono registrate vittime, nonostante i molti e violenti eventi che lo hanno colpito, è anche grazie a questa organizzazione che siamo stati capaci di mettete in campo, imparando dagli errori del passato”.

Il presidente ha poi sostenuto che “modificare il Titolo V della Costituzione per portare in modo esclusivo le competenze in tema di Protezione civile sotto il diretto controllo dello Stato vorrebbe dire distruggere il lavoro che negli ultimi vent’anni è stato fatto insieme a migliaia di volontari e che ha portato a questa eccellenza. E’ paradossale che lo stesso Stato che da qualche anno ha azzerato i fondi per la nostra Protezione civile ora ne voglia assumere il controllo”.






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