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03/02/2014
Approvati bilancio e finanziaria 2014 dal consiglio regionale.

Nella notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio, alla scadenza dell’esercizio provvisorio, il Consiglio regionale ha approvato il bilancio di previsione 2014 e il pluriennale 2014-2016.

Il bilancio, di oltre 11 miliardi di euro, recepisce tutte le osservazioni formulate dai revisori contabili, modificando gli aspetti necessari (in particolare, cancellati i mutui e iscritte le anticipazioni di cassa in arrivo da Roma). Il documento, tra le altre cose, prevede il pareggio con le sole entrate ordinarie, più fondi per l'assistenza (7 milioni, più altri 5 previsti in assestamento), per il diritto allo studio (2 milioni), per la cultura (600.000 euro) e per l'Ipla (500.000 euro). La legge finanziaria è stata ulteriormente migliorata rispetto alla versione iniziale, prevedendo in particolare la garanzia del cofinanziamento regionale al Piano di sviluppo rurale, che consentirà di sfruttare al meglio i finanziamenti europei (più 12% rispetto alla precedente programmazione).

Il presidente Roberto Cota ha motivato la sua soddisfazione sostenendo che “abbiamo ereditato una Regione sull'orlo del baratro ed oggi siamo in grado di dare, nonostante lo Stato centrale ci penalizzi in ogni modo e la crisi, risposte importanti ai cittadini e al nostro sistema produttivo".

Il vicepresidente ed assessore al Bilancio, Gilberto Pichetto, ha commentato che “al di là delle differenze politiche che giustamente emergono dal confronto su uno strumento così importante, credo che il Consiglio sia riuscito ad approvare una manovra che tenta di dare risposte concrete a tutte le principali necessità della cittadinanza piemontese, pur tra le mille difficoltà di un momento così delicato per le casse degli enti pubblici. Ringrazio i consiglieri per il senso di responsabilità dimostrato in questa lunga maratona consiliare e per tutte le proposte avanzate nella stesura del documento".

“In otto mesi - ha fatto notare Pichetto - non abbiamo pagato un euro di interessi passivi. Credo sia questa la migliore garanzia che la Regione possa dare. Abbiamo inoltre recuperato 1,8 miliardi di disavanzo solamente nel 2013, attuando un risanamento che non è completato e che necessita di un lavoro duro e continuo, ma che è stato seriamente avviato con responsabilità”.

L’assessore Ugo Cavallera ha voluto invece sottolineare che “per il 2014 la Regione stanzia maggiori risorse per il comparto delle politiche sociali: 55 milioni in più rispetto allo scorso anno, dovuti anche ad una migliore classificazione delle prestazioni dell’intero ambito sociale e sanitario, che aggiunti alle risorse statali portano il bilancio della direzione ad oltre 219 milioni. In questo modo sarà possibile garantire, in una difficile situazione per la finanza regionale, il mantenimento costante dei trasferimenti agli enti gestori per i servizi socio-assistenziali, incrementando di 5 milioni di euro la spesa storica per l'assistenza domiciliare. Il dibattito in aula ha consentito di mettere a disposizione delle politiche sociali ulteriori 7 milioni, che saranno disponibili a seguito di azioni di recupero di entrate straordinarie”.

Le principali voci di spesa comprendono: per quanto riguarda le risorse regionali 40 milioni per le cure domiciliari in lungoassistenza, 44,3 per il fondo regionale per la gestione del sistema integrato degli interventi e servizi sociali, 23,5 per interventi e servizi destinati a soggetti in condizione di specifiche fragilità sociali, 17,6 per il fondo per i disabili, 10 per l’assistenza ai pazienti degli ex ospedali psichiatrici, 12 per gli anziani non autosufficienti, 2,5 per il bonus bebè, oltre ai 7 sopra indicati; le risorse statali ammontano a 21,7 per il trasferimento di fondi agli enti gestori delle funzioni socio-assistenziali per i non autosufficienti, 20,2 per il fondo per la gestione delle attività socio-assistenziali, 5 per i malati di Sla. “Con queste risorse - ha quindi commentato Cavallera - la Regione riconferma la propria attenzione alle politiche sociali e alle persone che sono in condizioni di fragilità e difficoltà. Analogo impegno verrà profuso nei lavori del tavolo del Patto per la salute 2013-2015, che dovrà definire entro febbraio il modello di programmazione e gestione delle prestazioni socio-sanitarie integrate. In tale sede abbiamo posto le problematiche socio-sanitarie riguardanti le non autosufficienze legate al maggiore invecchiamento della popolazione e alle conseguenti cronicità, sia per quanto riguarda l’assistenza domiciliare che per l’assistenza residenziale”.






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