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18/11/2013
Anche la moda deve investire in ricerca e sviluppo.

L’assessore regionale alla Ricerca, Innovazione e Commercio, Agostino Ghiglia, è intervenuto il 18 novembre alla presentazione dell’indagine “L’industria della moda in Piemonte tra creatività e innovazione”, realizzata per Unioncamere Piemonte dalla società di ricerca Step srl e dal Centro Studi Css-Ebla.

“Investire in ricerca e innovazione è oggi prerequisito per lo sviluppo di ogni settore produttivo, solo chi innova continuando a cambiare il proprio modello imprenditoriale ha possibilità di competere e restare sul mercato - ha dichiarato Ghiglia - In questo contesto il tessile e la moda rappresentano una leva di sviluppo importante dell’economia nazionale e piemontese, da sempre quando si parla di made in Italy nel mondo la moda occupa un posto di primo piano”.

“Dobbiamo avere l’intelligenza - ha proseguito l’assessore - di valorizzare il nostro marchio. La parola d’ordine è quindi investire in soluzioni innovative, pensare in chiave green anche in questo comparto. La Regione lo sta facendo con gli strumenti a disposizione, attraverso i Poli d'innovazione, con la programmazione dei fondi europei, sostenendo dove possibile i progetti che danno spazio alla creatività, ma anche attraverso il Piano di internazionalizzazione per il Piemonte, che portiamo avanti con il Ceipiemonte per conquistare nuovi mercati esteri, e finanziando Città Studi a Biella. Ammiro gli imprenditori italiani e piemontesi che continuano ad investire anche nella grave congiuntura di crisi che stiamo vivendo. Il loro è un atto di intelligenza e di orgoglio, ma manca una politica nazionale di sostegno alle imprese: le intenzioni e i proclami non sono la medicina, servono i fatti”.

La ricerca mette in rilievo che anche se nel 2012 il fatturato del tessile in Piemonte ha fatto registrare un calo dell'1,4% rispetto all'anno prima, il settore è tutt'altro che al capolinea in quanto esiste una pattuglia di imprese, oltre un quinto del totale, che cresce al ritmo del 13% annuo. Vanno bene le aziende che esportano e che hanno un prodotto di alta gamma, in genere di dimensioni maggiori. Per aiutare il tessile piemontese occorre quindi sostenere l'internazionalizzazione con strategie di marketing territoriale. Ma ci sono anche moltissime microaziende, per le quali è auspicabile una specializzazione nella produzione etica e green.

Il tessile piemontese si inquadra all'interno di un'industria che nel mondo è in crescita e vende grazie all'aumento della popolazione e alla maggiore diffusione del benessere. Non va dimenticato inoltre che l'Italia è il secondo Paese esportatore mondiale dopo la Cina e che il settore rappresenta quasi un quinto della produzione industriale nazionale. La situazione peggiore si registra proprio sul mercato interno italiano. In Piemonte nel comparto moda lavorano quasi 5.000 imprese con oltre 40.000 addetti complessivi, di cui oltre 26.000 impiegati nel tessile, dove si registra un fatturato di quasi sette miliardi. Dall'indagine, che copre un campione di circa 500 aziende, risulta che gli imprenditori chiedono alla politica azioni innanzitutto per ridurre i costi (tassazione, interesse sul debito, energia), poi per ottenere maggiore accesso al credito, e quindi per essere più presenti sui mercati internazionali.






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