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07/11/2013
Si razionalizzano le partecipate.

“Una vera e propria rivoluzione copernicana”: l’assessore Agostino Ghiglia ha definito così l’approvazione del piano di razionalizzazione delle partecipazioni del Piemonte, votato il 5 novembre dal Consiglio regionale.

Tre, secondo Ghiglia, le motivazione della sua affermazione: “Innanzitutto, per la prima volta da quando sono state create le Regioni si va a snellire anziché appesantire, riducendo il numero delle società a partecipazione, spesso create per motivi politici e non funzionali, evitando sovrapposizioni, duplicazioni e stratificazioni. In secondo luogo, si approccia il tema in modo sistemico, ovvero non solo cessioni ma anche accorpamenti settoriali e newco strategiche per le politiche regionali. Infine, si è operato e si opera per la salvaguardia dei livelli occupazionali valorizzandone le professionalità e qualificando l'intervento pubblico. Il taglio alla spesa pubblica e le economie di scala che si realizzeranno grazie a questo piano sortiranno nei prossimi anni effetti importanti, concreti e visibili nell' interesse del Piemonte e della sua economia”.

Su proposta dell’assessore sono state stralciate dal piano le società Ipla, Ima Piemonte e Sviluppo Piemonte Turismo, dopo che la sentenza n.229/2013 della Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 4 della norma sulla spending review nella parte in cui si applicano alle Regioni ad autonomia ordinaria una serie di obblighi (in particolare lo scioglimento/alienazione delle società controllate da amministrazioni pubbliche qualora il loro fatturato sia costituito per oltre il 90% da prestazioni di servizi alla pubblica amministrazione) Le tre partecipate saranno oggetto di deliberazione specifica del Consiglio a seguito dei necessari approfondimenti.

Rispetto alle partecipazioni dirette, la Regione manterrà le quote in sette società: Scr, di cui è stata attuata la riforma con trasformazione in società unica appaltante nei settori delle infrastrutture, trasporti, telecomunicazioni e sanità; Finpiemonte S.p.A.; Finpiemonte Partecipazioni S.p.A; Ceipiemonte; Pracatinat; Banca Popolare Etica, Caat. Disposta invece la liquidazione di Expo 2000, Crab, Tenuta Cannona, CreSO e R.S.A, società di scopo in scadenza a dicembre 2015, data entro cui si concluderà la bonifica della miniera di Balangero. Il futuro di 5T e CSP sarà deciso con la definizione delle politiche regionali sull’Ict.

Per quanto riguarda le partecipazioni di Finpiemonte S.p.A., il nuovo assetto dei parchi scientifici e tecnologici sarà definito con Università e Politecnico di Torino, nell’ottica di una integrazione dei compiti tra i parchi e gli incubatori tecnologici, in particolare per quanto riguarda il Parco scientifico e tecnologico in Valle Scrivia-PST, il Tecnoparco del Lago Maggiore, Bioindustry Park ed Environment Park. Prevista invece la liquidazione del Virtual Reality & Multi Media Park di Torino e il mantenimento di Tecnogranda, mentre sulla Fondazione Wireless la decisione è subordinata alla definizione delle politiche sull’Ict. A completamento di questo percorso l’obiettivo è un consiglio di amministrazione unico con comitati scientifici per i diversi settori di attività.

Infine, Finpiemonte Partecipazioni: su 11 società del comparto logistica e trasporti vengono mantenute le quote in sei di esse (Sito, Cim, Interporto di Rivalta Scrivia, Sagat, Miac, Geac, quest’ultima in attesa di concessione da parte del ministero dei Trasporti della privatizzazione totale o parziale). Chiude la Fondazione Slala, per le altre società si procederà alla liquidazione o alla cessione totale o parziale (Consepi, il cui impianto verrà riallocato per opere legate alla Tav, Rivalta Terminal Europa, Sace, Retroporto di Alessandria). Del comparto finanza viene mantenuta la partecipazione in Eurofidi con pacchetto azionario invariato, per affiancare le aziende nel delicato momento economico, mentre si cede Fingranda. Delle restanti 19 società, 15 sono quelle di cui vengono mantenute le partecipazioni, tra cui Expo Piemonte, Icarus, Agenzia di Pollenzo, Città Studi e Villa Melano, sulla quale la Giunta regionale ha sbloccato il lungo iter amministrativo relativo allo stanziamento dei fondi necessari per riattivare i lavori di completamento del cantiere. Verrà concessa a terzi la gestione di Terme di Acqui, mentre per altre società (Tne, Snos, Saia, Ardea Energia, Strambino Solar) si sta valutando la possibilità di cessione o liquidazione in caso di mancata inversione del trend.

“Con questo piano - conclude Ghiglia - intendiamo coniugare ad un’esigenza indifferibile di risparmio e razionalizzazione la salvaguardia dei posti di lavoro e delle professionalità presenti, obiettivo che rappresenta in questo particolare momento storico la prima missione di un’amministrazione pubblica responsabile”.








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