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03/07/2013
Con la riforma una sanità moderna e di qualità.

Presenziando il 2 luglio nell'ospedale di Cuneo alla presentazione dei nuovi strumenti di tecnologia avanzata, il presidente Roberto Cota ha dichiarato che “stiamo costruendo una sanità moderna, di qualità, che prevede dei cambiamenti rispetto al passato. Le macchine salvano la vita alle persone, senza morirebbero, e presentiamo un investimento in nuovi apparecchi tecnologici che porteranno il Santa Croce sempre più all'avanguardia”.

“Oggi l'ospedale è una realtà che deve dare tutti i livelli di cura puntando soprattutto sulle acuzie - ha ribadito Cota - mentre la sanità di territorio deve essere più capillare e fornire prestazioni ambulatoriali”.

L'assessore alla Sanità, Ugo Cavallera, intervenendo al dibattito svoltosi nella Quarta Commissione consiliare ha sostenuto che “con l’accertamento del disavanzo di 865 milioni di euro, la Regione ha ricevuto dal Governo l’ingiunzione di presentare un piano di rientro e, anche grazie al confronto durante i tavoli nazionali, questo esecutivo ha ottenuto che lo Stato accettasse di fornire il prestito trentennale a copertura della quasi totalità del disavanzo. Non abbiamo quindi accondisceso a diktat imposti da Roma, bensì ottemperato a obblighi di legge. Questo è il punto da cui siamo partiti, e ora abbiamo come l'obiettivo di rafforzare la capacità di gestione sulla spesa sanitaria piemontese”. L’assessore ha spiegato che importanti risparmi saranno ottenuti dalla riduzione dei costi sostenuti per le prestazioni erogate dai privati accreditati, mentre sono previste maggiori risorse per Cap (Centri di assistenza primaria), continuità assistenziale e per l’informatizzazione dei medici di medicina generale, affinché si riduca il carico di lavoro gravante sulle Asl. Per quanto riguarda il socio-assistenziale, l’assessore si è dichiarato disponibile a continuare il tavolo di confronto e anche a modificare la delibera già assunta qualora emergessero proposte attuabili, in grado di migliorare il servizio senza contrastare con i vincoli contabili esistenti.

In merito alle liste d'attesa nelle residenza sanitarie assistite, Cavallera ha annunciato che a fine dicembre aspettavano un posto letto convenzionato poco più di 12.000 anziani non autosufficienti, dato abbastanza stabile in questi ultimi tre anni di monitoraggio effettuato dall’Assessorato. Secondo Cavallera, “in questo momento di riduzione dei trasferimenti per l’assistenza sanitaria da parte dello Stato, mantenere inalterati i budget di spesa per garantire il servizio agli anziani non autosufficienti rappresenta un impegno molto complesso non solo da prevedere, ma anche da mantenere. Il vincolo di 265 milioni per l’assistenza residenziale ad anziani non autosufficienti nel 2013, insieme con la riduzione delle tariffe riconosciute alle residenze per anziani, consentirà di ampliare di almeno il 15% i posti letto convenzionati, attualmente sono 15.500, riducendo in questo modo le liste d’attesa. La riduzione delle tariffe sanitarie ed alberghiere del 3,3%, contenuta nel piano in via di approvazione ed al momento in fase di discussione, rappresenta una scelta significativa, che avrà ricadute positive proprio per i cittadini, cui in questo caso non verranno richiesti aumenti”.

L'assessore ha anche puntualizzato che “in questa fase critica è auspicabile la ripresa di un confronto sia all’interno delle istituzioni, sia con le associazioni rappresentative degli anziani non autosufficienti. La strada del ricorso agli organi giurisdizionali amministrativi non può che dare risposte parziali, mentre occorre una visione complessiva per definire le priorità d’intervento”.








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