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17/06/2013
Maltempo 2013, i parlamentari sostengono la Giunta.

I parlamentari piemontesi sosterranno la Regione per ottenere dal Governo lo stato di calamità naturale e le risorse necessarie per riparare i danni causati dall’ondata di maltempo e dai nubifragi abbattutisi sul territorio tra il 27 aprile e il 19 maggio scorsi, quando frane, allagamenti ed esondazioni causarono un danno pubblico complessivo di 56 milioni di euro.

E’ il risultato dell’incontro svoltosi il 17 giugno nel palazzo della Giunta al quale hanno partecipato il presidente Roberto Cota, il vicepresidente Gilberto Pichetto, gli assessori Giovanna Quaglia, Ugo Cavallera e Roberto Ravello, il presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, con il capogruppo Giovanni Negro, i senatori Enrico Buemi, Stefano Esposito, Elena Ferrara, Stefano Lepri, Lucio Malan, Maria Rizzotti, Marco Scibona e Magda Angela Zanoni, i deputati Stefano Allasia, Paola Bragantini e Mino Taricco.

“Ci aspettiamo - ha detto l’assessore Ravello - una risposta positiva rispetto alla dichiarazione sullo stato di emergenza, che deve però essere necessariamente accompagnata dallo stanziamento e dal trasferimento di risorse con cui poter proseguire e dare nuovo slancio alla messa in sicurezza del nostro territorio”. Ravello ha poi sottolineato che “la Regione Piemonte, dal 2010 ad oggi, si è vista riconoscere dallo Stato solo 10 milioni a valere sugli eventi di marzo e novembre 2011. Inoltre, registriamo l’impossibilità di poter realizzare i 216 interventi ricompresi nell’accordo di programma per la mitigazione del rischio idrogeologico, sottoscritto col Ministero dell’Ambiente nel 2010, in quanto al momento su 65 milioni il Governo ne ha trasferiti soltanto 12 milioni, tutti interamente impegnati per le progettazioni delle opere”. E il nuovo contesto è quello in cui i cambiamenti climatici determinano eventi meteorologici con caratteristiche di forte intensità e difficilmente prevedibili, in quanto si presentano a macchia di leopardo e su porzioni di territorio molto limitate. “Gli effetti sono risultati contenuti solo dove, nel tempo, è stato possibile intervenire con opere di sistemazione e messa in sicurezza del territorio”, ha concluso Ravello.

“Negli ultimi anni - ha ribadito l’assessore alle Opere pubbliche, Giovanna Quaglia - la Regione è intervenuta con risorse proprie per far fronte alle emergenze. È stato approvato un aumento della benzina, che finanzia con la contabilità speciale i danni alluvionali. Ma oggi, di fronte alla stima di oltre 50 milioni di danni causati dagli eventi di maggio alle infrastrutture pubbliche, ci aspettiamo il riconoscimento dello stato di calamità e abbiamo chiesto ai parlamentari piemontesi di sostenere la richiesta con interventi diretti verso il Governo. I provvedimenti del ‘fare’ passano anche attraverso interventi a tutela del territorio e del rischio idrogeologico”.

Soddisfatto il presidente Cota. “È stato un incontro positivo e costruttivo. Sono molto contento che da parte di tutti sia stata espressa la volontà di continuare questo gioco di squadra su tutti i fronti, al di là del tema alluvione, nell’interesse del Piemonte”. “È stato un confronto franco e responsabile - ha concordato Pichetto - durante il quale è emersa una volontà comune di sostenere il Piemonte anche per quanto riguarda le modalità di confronto con Roma rispetto al piano di rientro sulla sanità”.







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