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15/06/2013
Il Marchio Piemonte Eccellenza Artigiana compie dieci anni.

Negli ultimi dieci anni il Marchio Piemonte Eccellenza Artigiana ha avuto riscontri positivi e la sua diffusione è progressivamente cresciuta tra le imprese e tra i consumatori, sia in termini di adesione che di conoscenza: è quanto sostiene una ricerca effettuata dalla Regione e finalizzata al restyling dell’iniziativa, in quanto sia l'ente che le associazioni di categoria hanno espresso l’esigenza di revisionare l’attuale disciplinare di conferimento del Marchio, affinchè acquisti più qualificazione e valore di mercato.

La ricerca racchiude in sé due indagini di tipo quantitativo, una rivolta alle imprese in possesso del Marchio e l’altra ai consumatori. La prima ha raccolto 539 questionari, un campione corrispondente al 21,8% del totale delle imprese che possiedono il Marchio, in cui sono rappresentati tutti i settori dell’artigianato d’eccellenza. La maggioranza delle imprese dichiara di essere soddisfatta del Marchio, richiesto dalle stesse per ottenere un ritorno di immagine e visibilità presso i clienti, ma anche per la possibilità di “fare rete”, ovvero di partecipare alla formazione dei giovani in qualità di “Botteghe Scuola” e di esporre e vendere i propri manufatti presso strutture pubbliche come musei, gallerie e palazzi storici o in luoghi di promozione commerciale. I dati evidenziano che il possesso del Marchio ha avuto ricadute positive sull'attività degli artigiani: sul fatturato (il 36% ha dichiarato un incremento medio del 13%), sulla clientela (il 43% ha dichiarato una crescita del numero dei clienti del 12%) e anche sulla fidelizzazione dei clienti (per il 38%). Le imprese che segnalano le ricadute più elevate sono quelle dei settori alimentari. Per migliorare l'appeal di un Marchio che attualmente, a loro parere, è paragonabile a “Maestri del Gusto” ma distante da Slow Food, gli artigiani chiedono la promozione presso i consumatori (62%) e una maggiore selezione delle domande pervenute (56%).

L'indagine rivolta ai consumatori ha contattato un campione di 30mila piemontesi e prodotto 1147 questionari: ai cittadini è stato chiesto se conoscono il Marchio e dove l’hanno visto, quale percezione hanno dei motivi per cui viene assegnato e che cosa si aspettano da chi lo possiede rispetto a chi non ce l’ha. Gli artigiani presso i quali è stato visto maggiormente il Marchio sono quelli dell'alimentare, soprattutto “Cioccolato, caramelle, torrone” (55%) e “Pasticceria fresca e secca, gelato” (51%). Tra i settori non alimentari, spiccano quelli lignei: 36% per “Legno” e 20% per “Restauro ligneo”. I consumatori associano il Marchio a prodotti di alta qualità o per i quali si utilizzano materie prime certificate e di qualità.

“La ricerca - sostiene l’assessore regionale all’Artigianato, Agostino Ghiglia - dimostra come l'intuizione di produrre e lanciare un Marchio sulla qualità del prodotto artigianale artistico, tradizionale e tipico sia stata assolutamente positiva, e come abbia generato un'attenzione ed un seguito che ha avuto significative ricadute sulle imprese, sia in termini di fatturato che di incremento e fidelizzazione della clientela. Dopo dieci anni si rende necessario un lavoro di rimodulazione e rafforzamento del Marchio, come ci è stato chiesto dalle associazioni di categoria, per potenziarne in particolare la conoscenza da parte dei consumatori e far sì che venga sempre di più percepito come sinonimo di prodotti certificati e di qualità” .









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