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27/03/2013
Dopo 35 anni una nuova legge urbanistica.

La Giunta Cota ha tagliato un altro importante traguardo della sua azione amministrativa: il Piemonte, dopo ben 35 anni, ha una nuova legge urbanistica, che si pone come un ulteriore tassello verso la semplificazione normativa e come un aggiornato e valido strumento di intervento per gli operatori pubblici e privati.

Il presidente Roberto Cota ha accolto con soddisfazione in il voto favorevole espresso il 19 marzo dal Consiglio regionale al testo che sostituisce la "storica" norma n,56 del 1977 perché si tratta di una riforma molto importante, soprattutto dal punto di vista della sburocratizzazione della macchina regionale. Si tratta inoltre di un’altra promessa elettorale mantenuta. Seguiremo da vicino l’impatto sul sistema di questa riforma attesa da tempo dagli enti locali”.

Ovviamente soddisfatto anche il vicepresidente ed assessore all’Urbanistica, Ugo Cavallera: “In questi decenni, molti sono stati i tentativi di riscrivere la 56: con orgoglio possiamo dire che a metà di questa legislatura siamo riusciti a portare a termine la riforma della legge urbanistica, obiettivo che ci eravamo posti all’inizio del nostro mandato e che rappresenta una concreta dimostrazione dell’impronta moderna e riformatrice dell’amministrazione regionale. In un periodo di grande difficoltà per tutto il Piemonte, è indispensabile rispondere con provvedimenti che diano una scossa a tutto il sistema economico, riducendo l’impatto della burocrazia”.

In estrema sintesi, la nuova legge - che, anche per semplicità operativa, mantiene l’articolazione della “storica 56” – si basa su principi semplici e condivisi: un articolato più semplice e chiaro, per aumentare le certezze normative e per favorire gli interventi; la scelta di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, limitando l’uso dei suoli agricoli, risorsa preziosa del Piemonte; la collaborazione continua con i Comuni, definendo i piani regolatori e le loro principali varianti attraverso le “conferenze di copianificazione”, una esperienza che distingue il Piemonte nel panorama delle Regioni italiane; l’ingresso nel mondo della “urbanistica senza carta”, favorendo la gestione delle pratiche solo per via telematica.

Ma il lavoro non è finito. “Resta ancora - ha puntualizzato Cavallera - una sfida da affrontare, tipica del nostro Piemonte e dei suoi 1207 Comuni: ben la metà del totale ha difficoltà a gestire la complessità tecnica dell’urbanistica, seppur semplificata, per le carenze di bilancio e di organico. La Regione deve pertanto offrire un rinnovato sistema di aiuti tecnici ai Comuni, nella convinzione che un’urbanistica corretta sia una chiave di sviluppo del territorio: ogni intervento concreto, ogni investimento pubblico e privato ha infatti bisogno di essere recepito da uno strumento urbanistico. Più rapida è l’approvazione del piano, più alta è la sua qualità, migliore sarà il Piemonte”.
L’assessore ha anche ricordato le peculiarità del processo che ha portato al voto finale: “Penso che in pochi casi si sia svolta una così capillare opera di illustrazione e consultazione. La legge ha preso le mosse dalle proposte presentate, oltre due anni orsono, dall’Anci e dal coordinamento delle associazioni imprenditoriali del Piemonte. E’ stata sviluppata attraverso decine di incontri, dibattiti e consultazioni con amministratori, esperti, tecnici e cittadini; negli incontri sono stati raccolti i suggerimenti e chiariti i dubbi di oltre 5000 piemontesi profondamente interessati alla materia. L’iter è stato poi perfezionato in Consiglio, con un’attenta e puntuale analisi sia nella II Commissione, sia in aula”.

Il prossimo passo sarà tutto on line. “Ora - ha annunciato Cavallera - predisporremo immediatamente una prima bozza del Codice dell’urbanistica piemontese, raccolta dei principali testi di legge nella loro versione aggiornata che diffonderemo capillarmente, anche tramite associazioni ed Ordini, utilizzando esclusivamente l’informatica”.






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