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01/02/2013
Torino-Lione: il progetto definitivo della tratta transfrontaliera.

Il presidente della Regione Piemonte, partecipando il 31 gennaio a Roma alla presentazione del progetto definitivo della tratta transfrontaliera della Torino-Lione, ha ribadito che la nuova linea tiene conto delle esigenze del territorio e rappresenta una grande occasione per il rilancio della Valsusa. Ha inoltre sottolineato che ora si deve spiegare alla popolazione che è un’infrastruttura non contro ma per la valle.

In particolare, il presidente ha sostenuto che la Valsusa deve diventare un luogo dedicato al turismo e dove investire nelle energie rinnovabili, e che per diventare un Paese moderno si deve creare un meccanismo stabile di coinvolgimento delle popolazioni per le opere pubbliche, perché se un’opera appare calata dall’alto è più facile che certe strumentalizzazioni attecchiscano. Ha poi ricordato che la Regione sta facendo tutto il possibile per supportare la valle, avendo comunque il massimo rispetto per chi non strumentalizza ed in buona fede porta avanti le sue idee: è stato spiegato come l’ospedale di Susa verrà valorizzato, alle amministrazioni comunali è stato dato sostegno per quelle piccole opere che oggi gli enti locali non riescono più a realizzare per i tagli dello Stato.

Prima della cerimonia il presidente ha presenziato ad incontro tra i sindaci di Susa e Chiomonte ed i ministri delle Infrastrutture e dell’Interno, che in tema di ordine pubblico hanno ribadito la piena convinzione di far rispettare la legge e la vicinanza per le minacce ricevute.

Il percorso, i cui tempi di realizzazione sono stimati in dieci anni, va da St.Jean de Maurienne a Bussoleno, dove si innesterà nella linea storica, e sarà caratterizzato dal tunnel di base lungo 57 chilometri (12 in territorio italiano, 45 in Francia). Tutti i cantieri saranno chiusi, come se si trattasse di una lavorazione industriale. Vi troveranno lavoro mille addetti all’anno, in media, ai quali bisogna aggiungere i posti creati nell’indotto. Nell’area tecnica di Susa, dove sarà costruita la stazione internazionale progettata dal giapponese Kengo Kuma, avranno occupazione permanente 150 persone e vi saranno generati con l’energia fotovoltaica 700 mila kilowattora all’anno, di cui 180 mila saranno distribuiti in valle. La dispersione di polveri nell’aria sarà ridotta al minimo, il consumo di suolo sarà limitato a 8,5 ettari ed altri 7 oggi compromessi saranno rinaturalizzati.

I documenti saranno ora sottoposti alla Valutazione di impatto ambientale ed all’approvazione del Cipe, prevista per il prossimo autunno. Nel frattempo, prosegue lo scavo del tunnel esplorativo alla Maddalena di Chiomonte, una galleria lunga 7 chilometri che arriva nel cuore della montagna, al livello dove verrà scavato il tunnel di base.

Rispetto allo studio originario del 2005 il progetto ha recepito diverse modifiche sia come tracciato che come modalità realizzative. L’Osservatorio Torino-Lione, sede del confronto con le comunità locali, si è riunito 204 volte (dal 12 dicembre 2006 al 29 gennaio 2013), con 10 gruppi di lavoro e oltre 300 audizioni di cui 65 internazionali. Il Tavolo istituzionale di Palazzo Chigi ha definito in sette riunioni gli obiettivi e i tempi dell’Osservatorio. Sono state considerate 11 alternative di tracciato e alla fine è stato individuato il corridoio migliore anche sulla base dei suggerimenti delle comunità locali.






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