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18/05/2012
Enti locali, iniziato in Commissione l’esame del ddl.

E’ iniziata il 18 maggio nella I Commissione consiliare l’esame del disegno di legge di riordino degli enti locali.
L’assessore agli Enti locali, Elena Maccanti, ha affermato che “in un quadro normativo statale di grande incertezza come quello attuale, con provvedimenti disorganici inseriti in leggi finanziarie e continui rinvii, abbiamo bisogno di fornire ai piccoli Comuni piemontesi, stretti tra l’obbligo di gestione associata e l’introduzione dal 2013 del patto di stabilità, una legge che permetta loro di organizzare i servizi tenuto conto della specificità del territorio piemontese”.

“Mi auguro che la Commissione approvi presto la legge - ha proseguito Maccanti - che è molto attesa dai nostri enti locali e che adatta la normativa statale alle peculiarità del Piemonte. Il testo proposto va nella direzione della Carta delle Autonomie in discussione in Parlamento, che spero abbia un iter altrettanto rapido, e consente ai nostri Comuni di organizzarsi in vista delle prossime scadenze. Il 30 settembre 2012 scatta infatti l’obbligo di gestione associata di almeno due funzioni per i Comuni sotto i 5000 abitanti in pianura e i 3000 abitanti in montagna, mentre a dicembre entrano in vigore le norme che riguardano i Comuni sotto i 1000 abitanti. Dobbiamo dare il tempo agli amministratori di compiere le loro scelte per erogare nel migliore dei modi i servizi alle loro comunità Il ddl mette il Comune al centro del sistema e consente ai sindaci di scegliere gli strumenti per associare i servizi - Unione o convenzione - in base alla realtà territoriale e infatti nasce dopo un serrato confronto con tantissimi amministratori”.

Tre le principali novità. La prima riguarda il limite minimo demografico per le aggregazioni: 3.000 abitanti per l’area montana e collinare e 5.000 abitanti per l’area di pianura con possibilità di ulteriori deroghe motivate, limiti che salgono, per il solo settore socio-assistenziale a 15.000 abitanti per l’area montana e collinare, 20.000 per l’area di pianura. Rispetto all'art.16 del decreto legge 138/2011, che prevede per i Comuni sotto i 1000 abitanti la gestione associata di tutte le funzioni, la Regione prevede una deroga per le cosiddette Unioni miste: il dispositivo prevede che, in caso di Unione con Comuni sopra i 1000 abitanti, il Comune inferiore ai 1000 non perda il proprio bilancio, in deroga al comma 4 dell’art. 16 della manovra di agosto.

“Un modo - secondo Maccanti - per consentire ai Comuni più piccoli di scegliere se esercitare le funzioni attraverso le Unioni o le convenzioni sulla base dello strumento, e non solo in base alla perdita del controllo della programmazione finanziaria, previsto dall’Unione e non dalla convenzione. Infine, con questo ddl parte il percorso di trasformazione delle Comunità montane, che da enti locali con funzioni proprie potranno trasformarsi, su precisa scelta dei Comuni, in Unioni montane, che eserciteranno, su delega dei Comuni, le funzioni obbligatorie e anche quelle specificatamente relative alla montagna. Gli ambiti non saranno calati dall’alto con legge regionale, ma i Comuni montani potranno scegliere come organizzarsi, se nella forma strutturata dell’Unione, o attraverso lo strumento più flessibile della convenzione”.





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