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14/02/2012
Eternit, resa giustizia alle famiglie delle vittime.

Commenti positivi sono stati espressi in Regione sulla sentenza con la quale il Tribunale di Torino ha condannato a 16 anni di carcere ciascuno il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier alla fine del processo Eternit. I due imputati sono stati ritenuti colpevoli di disastro doloso per le condizioni degli stabilimenti di Cavagnolo (Torino) e Casale Monferrato, mentre per quelli di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli) i giudici hanno dichiarato di non doversi procedere perché il reato è prescritto. Guarda il filmato

Il presidente Roberto Cota ha espresso soddisfazione “per una sentenza che rende giustizia alle famiglie delle vittime ed a un intero territorio. Ora occorre lavorare per completare la bonifica delle aree e per la ricerca e la prevenzione. Il mio pensiero va a tutti coloro che per molto tempo hanno atteso questo momento”.

Il vicepresidente ed assessore al Legale, Ugo Cavallera, che ha presenziato alla lettura del dispositivo, ha commentato: “Si tratta di un precedente molto importante a livello internazionale. Sono state prese in considerazione tutte le ipotesi accusatorie sulle conseguenze dell’utilizzo proprio ed improprio negli stabilimenti Eternit piemontesi e nelle zone circostanti dei manufatti e dei materiali contenenti amianto. Il riconoscimento di una provvisionale di 20 milioni alla Regione e di 5 milioni all’Asl locale significa che il Tribunale ha tenuto in grande considerazione le motivazioni della nostra difesa, supportate da un’adeguata documentazione e dalle testimonianze rese in fase dibattimentale dagli amministratori e dai funzionari regionali”.

L’assessore all’Ambiente, Roberto Ravello, ha dichiarato che “la sentenza rappresenta non solo un risarcimento morale per i familiari delle vittime, ma anche un passo importante nel processo di rinnovamento dei cicli industriali inquinanti, troppo spesso origine di gravi e irreversibili patologie. La sensibilità su un tema così delicato e di portata nazionale, non deve però fermarsi all’importante risultato raggiunto quest’oggi. È necessario infatti completare le operazioni di bonifica programmate sul territorio ed avviare quanto prima interventi interistituzionali per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, il risanamento ambientale e lo smaltimento del materiale nocivo”. A questo proposito Ravello ha ricordato i “grossi sforzi compiuti in questi ultimi tempi dalla Regione e dal ministero dell’Ambiente in fatto di pianificazione della attività e delle risorse per la realizzazione coordinata degli interventi di risanamento e bonifica, un impegno che si è tradotto in uno stanziamento di 37 milioni di euro, più ulteriori 9 milioni recentemente recuperati dalla Giunta dal fondo per le bonifiche di interesse nazionale. Continueremo, come fatto anche nel corso del recente incontro avuto a Roma con il ministro della Salute, Renato Balduzzi, a ribadire al Governo la necessità inderogabile di aumentare gli stanziamenti per completare le attività di bonifica e avviare azioni che coinvolgano gli enti locali affinché si rimuovano definitivamente le cause delle problematiche legate all’amianto”.

Per l’assessore al Lavoro, Claudia Porchietto, “la sentenza servirà da monito affinché episodi come quello dell’Eternit non si verifichino più. Certamente in questo caso ci aspettavamo che venissero accordati i vent’anni di carcere chiesti dalla Procura, accogliamo però positivamente una condanna arrivata in tempi brevi se si considera la durata del processo e comunque che pone la parola fine ad un triste e drammatico capitolo per la storia del lavoro in Piemonte. Questa sentenza, dopo quella della Thyssenkrupp, costituisce un punto fermo contro chi non si assume l’onere di tutelare la salute dei lavoratori. In Piemonte per fortuna abbiamo un tessuto imprenditoriale sano, da sempre molto attento alla sicurezza sul lavoro. Certamente è importante però che la giustizia sia ferma a condannare le pratiche dolose e colpose: e su questo un plauso va all’operato del pool di Guariniello. Ora si apre la questione dell’utilizzo dei fondi che la Regione ha ricevuto a titolo di risarcimento. La Giunta non mancherà di coniugare le molteplici esigenze, quelle del territorio drammaticamente toccato dagli effetti dell’Eternit e quelli più generali”.






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