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03/10/2011
Nessun aumento per i cittadini, spesa pubblica riqualificata.

Nessun aumento per i cittadini, autorizzazioni ridotte per i mutui, rigore, trasparenza, recupero del debito e riqualificazione della spesa pubblica sono i punti fondamentali dei disegno di legge sul bilancio di previsione e finanziaria 2012 approvati il 30 settembre dalla Giunta regionale.

“Anche in un momento di estrema difficoltà - ha puntualizzato il presidente Roberto Cota al termine della seduta - noi seguiamo la nostra linea: riduzione dell’indebitamento, no a nuove tasse per i piemontesi e razionalizzazione della spesa collegata a riforme strutturali”.

A scendere nei dettagli dei due provvedimenti è stata l’assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia: “Abbiamo lavorato per far fronte al disavanzo di oltre un miliardo di euro ereditato dalla precedente amministrazione, senza incrementare ulteriormente l’indebitamento della Regione e soprattutto senza aumentare le tasse ai piemontesi. Un impegno preciso che il presidente Cota si è assunto e che abbiamo mantenuto nonostante i pesanti sacrifici imposti delle due manovre correttive dettate dall’Unione Europea. La situazione del Piemonte, lo voglio ricordare, è particolarmente grave: a causa delle acrobazie contabili degli anni passati, oggi il debito complessivo, sommando derivati, sovrastima delle entrate tributarie e cancellazione di impegni, ammonta a circa 6,6 miliardi di euro, cifra che equivale a un debito annuale di 400 milioni. Un quadro molto difficile che impone, se non vogliamo più prendere in giro i cittadini, trasparenza e rigore nelle nostre scelte”.

Il disegno di legge di previsione del bilancio 2012 si caratterizza per la riduzione dell’autorizzazione a nuovi mutui, scesa a 500 milioni, ma in particolare per un meccanismo che consente di assorbire una parte consistente del disavanzo, circa 800 milioni, in un arco di tempo pluriennale. Operazione che per Quaglia è senza dubbio un’importante opportunità: “A fronte di 9,3 miliardi di entrate, le uniche spese autorizzate sarebbero quelle inderogabili e obbligatorie, come la sanità, il funzionamento dell’ente e la quota di cofinanzimento dei fondi europei. Senza questa soluzione, saremmo costretti a far fronte con soli 400 milioni a tutte le altre attività in capo alla Regione: una situazione insostenibile”.

“Come lo scorso anno, si tratta di un documento tecnico che consente di aprire la discussione in Commissione e in Consiglio regionale - prosegue Quaglia - La Regione deve fare i conti con le risorse reali a disposizione. E’ evidente che l’obiettivo deve restare il recupero dell’indebitamento. Presentiamo strumenti per proseguire e accelerare le politiche orientate alla riqualificazione della spese correnti della Regione, alla valorizzazione degli asset patrimoniali, alla eventuale dismissione delle società partecipate non strategiche e al contenimento delle spese fisse del personale, non solo con lo strumento della non sostituzione del turn over, ma anche attraverso la riorganizzazione della macchina regionale”.

Già nel disegno di legge della manovra finanziaria è previsto un piano delle alienazioni e di valorizzazione del patrimonio immobiliare, attraverso un fondo comune di investimento promosso dalla Giunta regionale e da altri enti locali. Un’altra novità è la destinazione dello 0,1% di quanto riscosso a titolo di addizionale Irpef per il finanziamento delle attività culturali.




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