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13/09/2011
Oltre 600 assunzioni nella scuola piemontese.

Grazie alle risorse stanziate dalla Regione, oltre 600 persone, tra docenti e personale ausiliare-tecnico-amministrativo, potranno avere un lavoro in ambito scolastico, con la finalità principale di garantire l’apertura delle scuole di montagna e delle aree disagiate ed assicurare il sostegno all’handicap.

L’accordo con l’Ufficio scolastico regionale e la direzione regionale dell’Inps - presentato il 13 settembre nel palazzo della Giunta dal presidente Roberto Cota, dall’assessore all’Istruzione, Alberto Cirio, dai direttori dei due enti, Francesco de Sanctis e Gregorio Tito - ripete e potenzia quanto già realizzato per il 2010-2011. La novità è rappresentata dalla compartecipazione diretta dell’Inps, grazie alla quale potranno essere coinvolte circa 200 persone in più rispetto allo scorso anno e dall’accordo con il Ministero e l’Usr per dare priorità agli iscritti nelle “graduatorie regionali ad esaurimento” dell’ultimo triennio.

“Il grande risultato ottenuto - evidenziato Cota - è che non solo riusciremo a potenziare l’offerta formativa piemontese, garantendo in modo prioritario l’apertura delle scuole di montagna e nelle aree disagiate e il sostegno all’handicap, ma anche che potremo dare una migliore risposta al problema occupazionale, aumentando il numero di persone coinvolte grazie ai 10 milioni di euro investiti dalla Regione. Questo, insieme all’incremento di organico già concesso dal ministro Gelmini, ci permetterà di mantenere in Piemonte gli standard di un sistema scolastico che, ci tengo a ricordarlo, è stato giudicato a livello europeo tra i migliori in Italia”.

L’assessore Cirio ha precisato che “il coinvolgimento in progetti socialmente utili non è equiparabile a un’assunzione e quindi rende possibile mantenere il sussidio di disoccupazione. Questo ci permette, a parità di risorse, di dare lavoro a un 50% di persone in più. Se lo scorso anno, infatti, un insegnante di scuola primaria è costato alla Regione circa 21mila euro, ora grazie all’accordo con l’Inps ne costerà solo 14mila, permettendoci di reinvestire la differenza e di portare il personale aggiuntivo dalle 434 unità del 2010-2011 ad oltre 600. In questo modo riusciamo a dare una risposta a quei precari del Piemonte che negli scorsi mesi sono stati fortemente penalizzati dagli inserimenti cosiddetti ‘a pettine’ di personale proveniente da altre regioni”.

“Non si tratta di privilegiare gli uni rispetto agli altri, ma solo di applicare la regola del buon senso, perché con risorse regionali è giusto che si pensi a difendere il lavoro di chi in questa regione ci vive e paga le tasse - ha aggiunto Cirio - Ringraziamo l’Inps e l’Usr per aver condotto con noi fino alla fine questo percorso virtuoso. Ci dispiace che il tavolo con i sindacati si sia interrotto, ma rimane la bontà del lavoro svolto che ci permetterà di dare lavoro a tante persone”.

L’assessorato regionale alla Montagna ha dal canto suo annunciato che sono stati assegnati i fondi necessari per consentire il funzionamento di alcune scuole materne ed elementari della montagna piemontese a rischio chiusura. I plessi interessati sono le scuola per l’infanzia comunale paritarie di Ponzone (AL), Sanfront (CN) e Valprato Soana (TO) e le scuole primarie di Roccaverano e Cassinasco (AT), Niella Belbo (CN), Ronco Canavese, Alpette e Rorà (TO), Cursolo Orasso-Gurro (VCO). Per l’assessore Roberto Ravello, che ad agosto ha seguito l’iter che ha fatto in modo che all’apertura dell’anno scolastico le famiglie potessero avere la certezza per la frequenza dei propri figli, “è un intervento dovuto ai residenti della montagna piemontese, il principale tra i servizi alla popolazione che devono essere assicurati. Anche in tempi di crisi finanziaria questo sarà il primo impegno che garantirò negli anni a venire.”





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