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31/03/2011
Commercio: in Piemonte rete moderna e razionale, oltre 70.000 esercizi.

Sono 63.586 gli esercizi di vicinato, 3.920 le medie strutture di vendita, 120 le grandi strutture e 253 i centri commerciali in cui operano 2.800 esercizi, per un totale complessivo di 70.426 esercizi commerciali presenti in Piemonte. Questi i primi macrodati che emergono dall’analisi della rete distributiva in sede fissa, rilevati al 1° gennaio 2010 dall’Osservatorio regionale del Commercio.

Il Piemonte si colloca infatti al terzo posto in Italia, insieme al Veneto, per numero di attività commerciali (7,2% sul totale del Paese), preceduto dalla Lombardia (12,6%) e dalla Campania (11,7%). Oltre la metà della superficie di vendita piemontese è detenuta dagli esercizi di vicinato (51%), il 32% dalle medie strutture di vendita e il restante 17% dalle grandi strutture, compresi i centri commerciali. Il 29% del totale della superficie è destinato alla vendita di prodotti alimentari o misti.

“Il Piemonte presenta una rete distributiva moderna e al tempo stesso razionale - ha sottolineato l’assessore regionale al Commercio, William Casoni, durante la presentazione dei dati che si è tenuta a Torino il 31 marzo - nella quale si registra un equilibrio in termini di offerta tra piccolo commercio tradizionale e strutture di dettaglio moderno. Il commercio tradizionale continua a mantenere una vitalità su tutto il territorio in quanto serve in esclusiva una quota importante di clienti, circa l’11% della popolazione piemontese e svolge un servizio a carattere sociale, in particolare nei piccoli comuni. Altro punto di forza della rete distributiva risulta essere l’ambulantato come settore complementare e in alcuni casi integrativo e sostitutivo dei servizi in sede fissa, in quelle aree che presentano una desertificazione commerciale”.

Nel 2010 è stato registrato un lieve aumento degli esercizi di vicinato (+359, +0,57%) mentre per le medie strutture di vendita risulta una leggera flessione (-34 esercizi) e per le grandi un lieve aumento (+3). In crescita anche i centri commerciali con 11 nuove grandi strutture e 6 nuove medie strutture.

Dal punto di vista territoriale risulta che il 51% dei 1.206 comuni piemontesi è servito esclusivamente da esercizi di vicinato, ma la maggioranza della popolazione (88,5%) fruisce di un servizio offerto da medie o grandi strutture di vendita. Esiste un esercizio tradizionale ogni 70 abitanti e risultano disponibili 83 mq di media e grande distribuzione ogni 100 abitanti. Rimane invariato rispetto al 2009 il numero di comuni privi di esercizi commerciali, ovvero 70.
A livello provinciale Vercelli, Asti, il Verbano-Cusio-Ossola e Biella presentano il più alto tasso di comuni serviti in esclusiva da esercizi di vicinato. Torino, Novara, Cuneo e Alessandria risultano invece le province con la più elevata percentuale di popolazione servita da medie e grandi strutture di vendita. Le province di Novara e Torino, nelle quali si registra la più alta densità di medie e grandi strutture di vendita, sono anche quelle che fanno registrare il minor numero di comuni privi di esercizi commerciali, a conferma del fatto che il commercio tradizionale, in un sistema distributivo moderno ed equilibrato quale quello della nostra regione, risente in misura minore della concorrenza della grande distribuzione organizzata.

Per quanto riguarda il commercio su area pubblica, sono 923 i mercati ambulati e 168 i posteggi isolati che si svolgono in 650 comuni nei quali risiede il 91% della popolazione. I grandi mercati con più di 100 banchi sono 99. Il 40% dei mercati e posteggi isolati operano nella provincia di Torino (430), seguono Cuneo (192), Alessandria (129), Asti (77), Novara (72), Biella (71), VCO (61) e Vercelli (59).

L’Osservatorio del Commercio ha censito anche gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande: nel 2010 si contavano 20.500 esercizi (in crescita, con 226 nuovi), ai quali si aggiungevano 2.900 circoli privati e 998 aziende agrituristiche. Le province a più alta densità di esercizi di somministrazione (numero di esercizi per numero di abitanti) sono il VCO e Cuneo, ad alta vocazione turistica e a bassa densità demografica. Significativi gli indici relativi alle aziende agrituristiche che risultano essere migliori nelle province di Asti, Cuneo e Alessandria, ovvero in quei territori in cui la tradizione agricola ha mantenuto grandi aree a specializzazione vitivinicola.





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