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24/03/2011
Carceri, un nuovo istituto a Torino e un padiglione ad Alessandria.

Franco Ionta, commissario delegato per il Piano carceri, e Giovanna Quaglia, assessore regionale al Bilancio, delegata dal presidente Roberto Cota, hanno firmato il 24 marzo a Roma l’intesa istituzionale per la localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di nuove strutture carcerarie in Piemonte.

Il documento prevede la costruzione a Torino di un nuovo istituto penitenziario con una capienza di 450 detenuti e ad Alessandria di un padiglione detentivo da 200 posti. Le due strutture saranno edificate in tempi rapidi, secondo le disposizioni urgenti fissate dalla legge 26 febbraio 2010 n.26.

In particolare, il nuovo carcere di Torino, che costerà circa 40,5 milioni di euro, sorgerà su un’area di quasi nove ettari a nord dell’istituto penitenziario delle Vallette e a sud del territorio comunale di Venaria. Il sito è conforme dal punto di vista geologico e idoneo da quello infrastrutturale, vicino all’uscita autostradale, funzionale alla traduzione dei detenuti e all’accesso di parenti, legali e personale giudiziario. Il padiglione che amplierà l’istituto penitenziario di Alessandria, in località San Michele, avrà invece un costo di circa 11 milioni di euro.

Dal punto di vista architettonico, obiettivo del Piano carceri è realizzare istituti tecnicamente e funzionalmente adatti a migliorare le condizioni di vita dei detenuti, ampliando gli spazi e favorendo le attività riabilitative, e garantire al tempo stesso un elevato livello di sicurezza, ottimizzando il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria.

“Governo e Regione - ha commentato Quaglia dopo la firma - rispondono concretamente alle problematiche degli istituti penitenziari piemontesi, che da tempo subiscono il problema del sovraffollamento, che in alcuni casi, in particolare nell’istituto torinese, ha determinato tensioni ed episodi drammatici in cui sono stati coinvolti anche agenti di polizia penitenziaria. Credo dunque che un ampliamento delle strutture, nonostante una carenza del personale operativo rispetto alle reali necessità, andrà a particolare beneficio della convivenza all’interno delle strutture e potrà migliorare seriamente le condizioni lavorative del personale, che svolge davvero un compito difficile e di grande importanza”.

“Il sovraffollamento delle carceri italiane - ha osservato Ionta - determina condizioni di vita dei detenuti e di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria che necessitano una soluzione urgente. Ma le opere di edilizia sono solo un tassello, pur necessario e fondamentale, di un piano che prevede anche misure deflattive alla carcerazione e l’assunzione di agenti di polizia penitenziaria, predisposto dal Governo con l’obiettivo di operare una transizione dall’emergenza cronica alla stabilizzazione del sistema. In questa operazione sono fondamentali il ruolo e l’azione degli enti locali: l’efficace collaborazione instaurata con la Regione Piemonte per raggiungere questa intesa è quindi la migliore premessa per il lavoro che seguirà nelle prossime settimane”.

In Piemonte i detenuti sono 5178 (dati del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria aggiornati al 28 febbraio scorso), ospitati in 13 istituti.





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