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05/01/2011
Il bilancio 2011 accende il motore del Piemonte.

“Chiudiamo l’epoca dei bilanci carrozzone e approviamo un documento più snello, con fondi realmente accertati, basato su una politica di risparmio che ci permette di rispondere a tutti gli impegni presi”: il presidente della Regione, Roberto Cota, commenta così l’approvazione del bilancio di previsione 2011, avvenuta il 30 dicembre a palazzo Lascaris.

“Questo risultato - aggiunge Cota - è frutto di un grande lavoro: abbiamo in mano uno strumento innovativo, concreto e basato sulle reali esigenze del Piemonte.
L’intesa procedurale raggiunta con l’opposizione ha evitato la presentazione del maxiemendamento e ha aperto un dialogo di approfondimento su alcuni temi, in primis la riduzione dell’indebitamento che questa Giunta si prefigge, in prospettiva, come un obiettivo preciso e condiviso con l’Assemblea. E’ stato un bel modo di approvare il documento più importante della Regione”.

“Con grande impegno - spiega l’assessore Giovanna Quaglia - abbiamo stanziato risorse aggiuntive per l’università, per la montagna, per la sicurezza, per l’occupazione, per l’edilizia sociale e per i trasporti. Risorse che corrispondono a promesse mantenute nonostante le molte difficoltà dovute alle contrazioni di trasferimenti statali e comunitari.
Vogliamo accendere con questa misura il motore del Piemonte attraverso una politica di investimenti che aiuti concretamente la nostra Regione ad uscire da un difficile momento di crisi economica”.

Il documento pareggia sulla cifra di 16.508.307.462,38 euro in termini di competenza e 21.035.677.881,23 euro in termini di cassa. Rispetto alla fase di presentazione, è stato modificato in sede di Commissione da un emendamento proposto dalla Giunta che contiene variazioni per un totale di 312 milioni. In sede di discussione è stato approvato un altro emendamento, condiviso tra maggioranza e opposizione, con un ulteriore variazione di oltre 10 milioni.

Il bilancio prevede la spesa di 2.042 milioni di euro per spese di funzionamento e del personale, oneri finanziari e ambiti di intervento prioritari per il governo regionale: politiche di lavoro, istruzione, formazione professionale, attività produttive, politiche sociali, trasporti, infrastrutture, mobilità e logistica. Rispetto ai fondi regionali disponibili, stanzia 9 milioni per opere pubbliche urgenti di pronto intervento, oltre 30 milioni per l’edilizia sociale, che comprendono il finanziamento del Programma casa, contributi ai Comuni, alle imprese, ai giovani e ai disabili per l’abbattimento delle barriere architettoniche; 6 milioni sono destinati al sostegno agli affitti, altri 8,6 milioni di euro serviranno per il cofinanziamento del Fondo nazionale per l’accesso alle abitazioni il locazione. Grazie a un preciso impegno dell’esecutivo, le risorse per la montagna salgono a 20 milioni per uno stanziamento aggiuntivo di 7,3 milioni, così come i fondi per le borse di studio raggiungono, con 2 milioni aggiuntivi, un totale di 20 milioni. Tra le altre misure più rilevanti, 27 milioni saranno destinati a opere ambientali, 11,5 milioni per il Piano competitività, 5,5 milioni per gli allevatori e 4 milioni per lo smaltimento dei rifiuti animali. Inoltre, 700mila euro in più sono destinati alle politiche per la sicurezza, un milione si aggiunge agli Ecomusei, 1,7 milioni per lo sport. Con la legge finanziaria sono stati finanziati, dal 2012 al 2016, i servizi di trasporto pubblico locale e ferroviario.

Riguardo ai fondi per la montagna, l’assessore agli Enti locali, Elena Maccanti, sottolinea che “con un totale di 20 milioni di euro a favore delle Comunità montane dimostriamo che la Giunta Cota mantiene tutti gli impegni presi e lavora concretamente per il futuro della montagna piemontese. Come più volte annunciato, in fase di discussione del bilancio abbiamo accolto le molte sollecitazioni e mantenuto fede all’impegno preso nei molti incontri con l’Uncem e con i dipendenti delle Comunità montane. Così, passando dalle parole ai fatti, diamo un segnale tangibile del fatto che abbiamo a cuore il futuro di questi enti. Per questo motivo mi auguro di proseguire lungo la strada del confronto aperto per avviare il processo di riforma cui siamo chiamati. Ci sono tutti i presupposti per fare un buon lavoro, per cogliere appieno le opportunità che la riforma nazionale può consentire. Già dal prossimo mese di gennaio voglio aprire il confronto con le organizzazioni sindacali e continuare il dialogo con le autonomie locali in sede di Commissione”.





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