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25/11/2010
L’impegno della Regione contro la violenza sulle donne.

Alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, che si celebra ogni anno il 25 novembre, la Giunta Cota ha confermato l’impegno nei confronti delle donne: alle Province verranno assegnati 400.000 euro per garantire la prosecuzione delle attività svolte dai 33 sportelli a favore delle donne vittime di violenza. Una rete costruita a livello locale, in grado di fornire ascolto, sostegno psicologico e accoglienza alle donne vittime di violenza, ma anche consulenze, principalmente legali, grazie ad operatori esperti e volontari.

Con la piena applicazione nel 2011 della l.r. 16/2009, gli sportelli diventeranno dei veri e propri Centri antiviolenza e saranno finanziati congiuntamente dagli assessorati alle Politiche sociali e dalle Pari opportunità con 800.000 euro.
Questo intervento, e tutte le iniziative della Regione contro la violenza alle donne, sono stati presentati il 24 novembre nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente Roberto Cota insieme agli assessori alle Pari opportunità, Giovanna Quaglia, e alla Sicurezza, Elena Maccanti (guarda il filmato).

E’ stata anche ricordata l’iniziativa prevista per domani, 25 novembre alle ore 12.30 a palazzo Lascaris, realizzata in collaborazione con il Consiglio regionale, che prevede l’esposizione di alcune sagome della mostra “Voci nel silenzio” e la lettura da parte di alcuni assessori e consiglieri regionali di testimonianze e storie vere di donne vittime di violenza.

“Voglio testimoniare in prima persona - ha dichiarato il presidente Cota - l’importanza di questa tema. L’intera comunità piemontese deve essere coinvolta e ogni attività messa in campo condivisa sul territorio. Stiamo lavorando in questo senso, e lo dimostriamo con la conferma delle risorse alle Province”.

“L’attenzione della Regione è e resterà alta - ha garantito l’assessore Quaglia, che indossava il fiocco bianco simbolo internazionale della Giornata - Per questo abbiamo voluto accendere i riflettori su questa Giornata, sensibilizzando il Piemonte intero sull’importanza di una rete di interventi condivisi sul territorio, che possano, con la collaborazione di istituzioni locali, operatori sanitari, avvocati, associazioni, volontari e forze dell’ordine, aiutare concretamente le donne in percorso di recupero completo”.

Sull’importanza degli sportelli ha rilasciato una dichiarazione anche l’assessore alla Tutela della salute e Sanità, Politiche sociali e per la famiglia, Caterina Ferrero, impossibilitata ad essere presente per altri impegni: “Permettere la prosecuzione dell’attività degli sportelli significa contribuire ad aiutare le vittime a uscire dal silenzio, permettendo loro di ricostruirsi una vita. E’ fondamentale far capire alle vittime come chiedere aiuto e a chi”.

In questi mesi, la Giunta Cota, ha confermato tutte le attività di contrasto alla violenza alle donne perché crede fermamente nella possibilità di prevenire e contrastare questo fenomeno, lavorando in sinergia con le istituzioni locali, gli operatori sanitari, le Asl, le Forze di polizia e il mondo del volontariato: Fondo regionale per il gratuito patrocinio, che conta su una dotazione iniziale di 750.000 euro, in gran parte ancora disponibili; avvio di numerosi corsi di aggiornamento e formazione degli avvocati piemontesi, un pool specializzato per aiutare gratuitamente le donne che decidono di denunciare le violenze; stanziamento di 60.000 euro per la convenzione con l’Ordine degli Avvocati di Torino che risponde a tutte le richieste di formazione e aggiornamento; prevenzione della violenza nelle scuole secondarie con il progetto “Move up”, che finora ha coinvolto oltre 73 istituti piemontesi attraverso una serie di attività e in particolare con l’utilizzo delle nuove tecnologie; estensione a tutto il Piemonte di Help Donna, che la Regione effettua in collaborazione con le Questure e che ha visto finora 4.200 donne piemontesi attivare il servizio di emergenza gratuito offerto tramite il telefono cellulare. Numeri, questi ultimi, che l’assessore Maccanti ha commentato con soddisfazione: “Grazie a questa iniziativa, che dal giugno scorso abbiamo attivato su tutto il territorio piemontese, sono raddoppiate le donne che si sono iscritte a questo servizio gratuito di emergenza, che consente loro in caso di pericolo di allertare i familiari e le forze dell’ordine. Personalmente, visti anche i costi poco elevati di questa operazione, sono molto contenta della rete che stiamo costruendo e che abbiamo voluto presentare direttamente nei mesi scorsi in un tour nelle province piemontesi”.

Per quanto riguarda il settore delle Politiche sociali, la Regione ha finanziato 35 progetti finalizzati al sostegno delle gestanti in difficoltà, della maternità e delle donne vittime di violenza. I progetti, tuttora in corso, sono realizzati in partnership con servizi sanitari, forze dell’ordine, Centri per l’impiego, soggetti del terzo settore (cooperative e associazioni di volontariato).

La Giunta Cota, infine, ha avviato contatti con i questori, i prefetti e l’Arma dei Carabinieri per estendere a tutto il territorio regionale accordi e protocolli di intesa per la collaborazione nella prevenzione e contrasto dei fenomeni di violenza e maltrattamenti contro le donne e nell’attività di assistenza alle vittime. Da questo punto di vista le esperienze di Novara, Biella, Torino e Alessandria sono un buon punto di partenza verso una collaborazione fattiva tra istituzioni diverse.

Sono interessanti alcuni dati raccolti dai consorzi socio-assistenziali e relativi al 2009: 647 donne hanno preso contatto con i Servizi per problematiche connesse alla violenza e l’80% ha accettato un percorso di aiuto; le donne italiane (335) rappresentano la maggioranza in termini assoluti; il 45% delle donne che hanno subito violenza e che si sono presentate ai servizi ha un’età tra i 30 e i 40 anni; il 22% delle donne che hanno subito violenza non ha figli ed i 2/3 hanno uno o due figli.




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