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09/10/2010
Obesity day: per prevenire i rischi sanitari, iniziative in Piemonte.

In Piemonte il 29% dei cittadini tra i 18 e i 69 anni è in sovrappeso e il 9% soffre di obesità. I dati, raccolti dal sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), evidenziano che l’eccesso ponderale - riconosciuto come un importante fattore di rischio cardiovascolare - riguarda quindi il 38% della popolazione adulta, cioè circa 1.200.000 persone.

Per offrire informazioni sulle strutture sanitarie deputate al trattamento di quelle che sono vere e proprie patologie e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prevenzione dei rischi anche quest’anno si svolge, dal 9 all’11 ottobre, l’Obesity Day. Organizzata dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), l’iniziativa coinvolgerà gli operatori delle aziende sanitarie che proporranno la misura dell’indice di massa corporea, distribuiranno opuscoli e materiale informativo e offriranno consigli sui più corretti stili di vita (l’elenco di tutte le iniziative su www.regione.piemonte.it/sanita e www.obesityday.org).

“Il dato piemontese - afferma l’assessore alla Tutela della salute e Sanità, Caterina Ferrero - è inferiore a quello nazionale. In Italia, infatti il sovrappeso e l’obesità riguardano rispettivamente il 34,2% e il 9,2% della popolazione adulta. L’incidenza, però, continua a preoccupare perché le ricadute sulla salute e, di conseguenza, sull’organizzazione dei servizi sanitari restano notevoli. Le attività di prevenzione devono da un lato intervenire il più possibile sull’informazione rivolta ai cittadini e, dall’altro, incrementare la collaborazione tra gli operatori al fine di creare una rete di interventi mirati e incisivi”.

Il sovrappeso riguarda principalmente gli uomini (il 38% a fronte del 21% delle donne) tra i 50 e i 60 anni (il 38%), con un livello di istruzione basso (il 41% non ha alcuna istruzione o quella elementare) e con molte difficoltà economiche (32%). Anche l’incidenza dell’obesità è più forte negli uomini (10%) rispetto alle donne (7%) nella fascia compresa tra i 50 e i 69 anni (14%), tra coloro in gravi difficoltà economiche (13%) e con istruzione elementare (19%).

"Le varie iniziative - dichiara Ferrero - consentiranno anche di valutare eventuali criticità nell’attuale modalità di approccio e trattamento del sovrappeso e dell’obesità, permettendoci di costruire percorsi di prevenzione e promozione della salute sempre più vicini alle esigenze dei cittadini”.




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