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15/02/2010
Alessandria, risponde all'interrogazione sulla San Giorgio in Cittadella.

Il sindaco, Piercarlo Fabbio, ha risposto all'interrogazione dei Consiglieri Comunali Mario Bocchio, Maurizio Sciaudone, Gloria Teresa Grillo, Carmine Passalacqua su: "Fiera di san Giorgio all'interno della Cittadella". La trasmettiamo integralmente:



" In merito all'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue:

1. La Giunta Comunale ha individuato per il 2010 una serie di manifestazioni da svolgersi all'interno del complesso della Cittadella, di proprietà del Demanio militare e affidata dal 2009 in custodia all'Amministrazione Comunale, allo scopo di mantenere viva l'importanza della struttura nella percezione collettiva dei cittadini alessandrini. Impedire ancora una volta la fruibilità per la popolazione di un complesso (di rara imponenza e bellezza), che, per la sua natura militare, è già stato sottratto per secoli alla stessa vista e conoscenza pubblica, sarebbe il miglior modo per gettarla in un oblio che ne segnerebbe definitivamente il destino verso la rovina ad opera degli insulti del tempo.
Tra le manifestazioni individuate vi è la mostra delle divise militari, che si inserirà nella celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, FloreAl, e il concorso ippico (finora svoltosi in piazza Garibaldi) che quest'anno diventeranno articolazioni diverse della Fiera di San Giorgio, prendendo rispettivamente la denominazione di San Giorgio Storia, San Giorgio Floreal, San Giorgio Cavalli. Il tutto è stato ideato nel pieno rispetto dell'Atto preliminare per la valorizzazione del complesso, delberato dal Consiglio Comunale il 19 maggio 2008 (del. Cons. Com. N. 54/378/1005/P2200) che recita tra l'altro: "Punto di partenza è il riconoscimento storico del fatto che proprio in quell'area sorgeva il quartiere di Bergolium, non una borgata, ma una parte integrante della città, un quartiere di pari dignità di altri che rappresentava lo sviluppo urbano di Alessandria oltre il fiume Tanaro (...) Qualunque riflessione si faccia oggi, a distanza di secoli, non può che essere sviluppata con approccio libero da preconcetti e nel contempo osservante di tale oggettivo fatto storico. Sgombrare il campo da ipotesi di lavoro che restano ancorate al concetto di unità di impiego e peculiarità di funzione rappresenta il primo passo che consente di guardare al futuro della Cittadella in termini eclettici e differenziati temporalmente".

Va sottolineato che il recupero e l'utilizzazione piena del complesso rappresentano un percorso lungo e difficile come ben evidenziato
o dagli stessi Consiglieri Comunali che nell'Atto di indirizzo sottolineano: "il processo decisionale dovrà scaturire dal confronto dei risultati ottenuti con le scelte operate dalla città all'interno del suo piano strategico di sviluppo.
E' necessario quindi da subito chiarire che il percorso decisionale non potrà limitarsi né ad una coerenza ideologica autoreferenziale, né ad una asettica valutazione tecnica. Esso dovrà invece cercare una sintesi di risultato all'interno delle altre scelte in corso di allestimento sul fronte dello sviluppo culturale ed economico della città". E quindi è lo stesso atto che pone tra le scelte immediate anche quella dell' "Immediato impiego della Cittadella per attività istituzionali ordinarie", ponendo come principio che "ogni attività afferente alla promozione turistica da insediare in Cittadella dovrà avere caratteristiche di elevata qualità e rivolta alle eccellenze assolute del territorio".

Nell'atto preliminare si ribadisce infine che "la Cittadella deve essere vivibile per i concittadini e deve uscire dalla logica degli "eventi"; lo spazio economico va cercato nel grande bacino occupazionale del tempo libero (dedicato alla persona e alla famiglia); (...) l'ambito di sviluppo di attività economiche deve essere contenuto nei settori della Cultura, del Commercio dedicato e del Turismo":
Mi sembra che le manifestazioni di alto livello ipotizzate per il 2010 si possano inserire degnamente all'interno delle linee guida approvate dagli stessi Consiglieri Comunali il 19 maggio 2008 e da loro stessi citate all'interno dell'interrogazione in oggetto.
Tale documento, peraltro, ha validità di medio e lungo termine e non può e non deve essere piegato e strumentalizzato per osservazioni relative a realtà episodiche e di breve periodo, che non vedono oltre la contingenza e non esprimono una visione strategica che vada nel senso di porre Cittadella, in primis, al riparo dall'abbandono, dall'incuria e dal degrado, e anche di individuare un sicuro progetto di utilizzo futuro.
L'attività dell'amministrazione si muove perciò nel senso indicato dall'atto preliminare di indirizzo, nel più rigoroso rispetto delle strutture architettoniche e delle caratteristiche storiche del complesso, direzione a cui si ispirano anche i molti lavori di ripulitura e di rimessa in esercizio di alcune parti della Cittadella (come la riapertura della Porta di Soccorso) che già in questi anni erano stati invasi da vegetazione spontanea e presentavano i primi elementi di deterioramento.

2. Ridurre la Fiera di San Giorgio a "manifestazione palesemente commerciale" mostra una azzardata sottovalutazione di una manifestazione che ha 406 anni di vita, che è profondamente inserita nel tessuto culturale della città e che, proprio da quest'anno, verrà reinterpretata cercando di richiamare attraverso di essa i grandi item identitari cittadini (come San Giorgio Storia, San Giorgio Cavalli, e così via). Non ritenerla all'altezza di essere degnamente ospitata in Cittadella (come sembra di poter evincere dal tono dell'interrogazione), significa sottovalutare una delle più radicate tradizioni cittadine e, in definitiva, le migliaia di visitatori, alessandrini e non, che ogni anno la affollano".




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