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09/02/2010
Nuovi investimenti per l’innovazione in campo industriale.

È stato reso esecutivo l’8 febbraio dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Industria, Andrea Bairati, il provvedimento che finanzia alcuni progetti di ricerca e sviluppo presentati dal Centro Ricerche Fiat, in collaborazione con il Politecnico di Torino, a compimento dell’accordo firmato tra Regione, Fiat Powertrain Technologies (FPT), Provincia di Biella e Comune di Verrone per il potenziamento e lo sviluppo dello stabilimento di Verrone.

I progetti, che riguardano la trazione innovativa e la riduzione delle emissioni, dell’anidride carbonica e dei consumi, valgono complessivamente più di 20 milioni di euro, con un investimento pubblico di 10 milioni, e avranno una ricaduta primaria sullo stabilimento biellese.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione, la presidente Bresso e l’assessore Bairati hanno fatto il punto sullo stato di salute dell’industria dell’auto in Piemonte e, in particolare, sul futuro degli stabilimenti piemontesi della Fiat. “Gli incentivi sono stati un tampone alla crisi, utilizzato dovunque nel mondo, ma da subito avevamo detto che occorreva affrontare il problema della produzione investendo in quei segmenti di mercato a più alto valore aggiunto - ha commentato Bresso - Per questo la nostra proposta era stata quella di un accordo tra Regioni, Governo e aziende legate alla filiera dell’automotive per finanziare la ricerca e l’innovazione tecnologica applicata alla filiera dell’auto e per poter ragionare in particolare con Fiat su quali sono i segmenti più promettenti per il mercato, quelli su cui poter acquisire un vantaggio competitivo che potesse valere - e quindi rafforzarci dal punto di vista competitivo - per qualche decennio. Il passaggio successivo doveva essere quello di individuare le vocazioni di ogni area produttiva, cercare di salvare la produzione e il lavoro ragionando sui diversi stabilimenti. Dopo la proposta - ha ricordato la presidente - ci furono molte dichiarazioni di apprezzamento e di interesse, ma a queste non è mai seguito nulla, nessuna scelta, nessun progetto per disegnare la politica industriale italiana in un settore strategico. Scelte che, invece, stanno facendo tutti gli altri grandi Paesi. A questo punto, dopo che ci siamo mossi tempestivamente per affrontare la questione, qual è stata la politica industriale messa in atto dal Governo? A parte gli incentivi alla rottamazione non si è fatto nulla, si è lasciato andare avanti ognuno per fatti propri quando la questione degli investimenti in ricerca e innovazione andava affrontata a livello di sistema”

“Allo stato attuale - ha concluso Bresso - non ci resta che affrontare direttamente con Fiat la questione degli stabilimenti piemontesi: apriremo una trattativa con l’azienda, non possiamo più aspettare che qualcosa si muova da Roma. Non vogliamo che anche Mirafiori, il cuore pulsante di Fiat, corra dei rischi, se così dovesse accadere entrerebbe in crisi tutto il nostro sistema economico. D’altro canto siamo abituati a difendere da soli la nostra industria e non abbiamo alcuna intenzione di copiare soluzioni di oltre Ticino, la Lombardia non è e non sarà il nostro modello. Anche se sono quasi certa che se il Lingotto si trovasse verso la Bovisa l’interesse a salvare il sistema auto del Paese sarebbe di tutt’altro tenore”.

“Continuiamo a investire sull’innovazione applicata in campo industriale - ha aggiunto Bairati - Oggi abbiamo reso esecutivi due progetti sulla trazione ibrida e sulle trasmissioni innovative per vetture piccole e medie. Per quanto riguarda la politica che la Fiat sta portando avanti negli ultimi mesi, pensiamo che non si possa ridurre il tutto alla questione degli incentivi. Vogliamo rassicurazioni su Mirafiori e sugli altri stabilimenti piemontesi su cui anche noi abbiamo investito”.




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