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06/02/2010
I lavoratori in mobilità negli uffici giudiziari.

Sono 230 i lavoratori ultracinquantenni attualmente in mobilità e prossimi alla pensione che verranno utilizzati in attività di supporto degli uffici amministrativi delle sedi giudiziarie del Piemonte che segnalano significative carenze operative.
Ad indicarli sarà l’Agenzia Piemonte Lavoro, in collaborazione con i Centri per l’Impiego delle Province, sulla base di un’adesione volontaria dei lavoratori stessi. La collocazione avrà una durata di sei mesi, prorogabile una sola volta per lo stesso periodo, e sarà retribuita con 500 euro mensili cumulabili con l’indennità di mobilità percepita.

L’accordo che permette questa opportunità è stato siglato il 4 febbraio a Torino tra la Regione Piemonte, la Corte d’Appello e la Procura generale presso la Corte d’Appello di Torino, i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Si concretizza così un progetto, presentato dalla Corte d’Appello di Torino e dalla Procura generale della Repubblica e finanziato dalla Regione con 800mila euro, che tiene conto da una parte della necessità di smaltire i carichi di lavoro degli uffici giudiziari, dall’altra della perdita di occupazione dovuta alla crisi economica e quindi del massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e della riduzione del reddito delle persone coinvolte. A questo progetto faranno seguito analoghe iniziative su richiesta dei responsabili del Tribunale amministrativo regionale e del Centro per la Giustizia minorile.

Durante la firma dell’accordo, la presidente della Regione, Mercedes Bresso, ha annunciato che “se questa sperimentazione darà buoni frutti potrà essere presto estesa anche ad altri campi”, mentre l’assessore al Lavoro, Teresa Angela Migliasso, ha rilevato che “si tratta di una soluzione semplice per un problema molto complesso, che permette di integrare il reddito, acquisire nuove competenze professionali e snellire il lavoro nei tribunali”.






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