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06/02/2010
Bocciata la riforma delle superiori, mira solo al risparmio.

L’assessore regionale all’Istruzione ed alla Formazione professionale, Giovanna Pentenero, esprime una valutazione negativa sulla sostanza e sui tempi della riforma del secondo ciclo scolastico approvata dal Consiglio dei ministri: “Si è persa l’occasione per una vera riforma dell’istruzione superiore, schiacciata dalla necessità di conseguire i risparmi derivanti dalla legge 133 del 2008, che ha previsto tagli per 8 miliardi di euro tra docenti e personale Ata. Non vorremmo che si ripetesse quanto accaduto per la sanità, dove la Regione ha dovuto investire proprie risorse per garantire livelli adeguati delle prestazioni. In sostanza, il Governo vuole ridurre il sistema scolastico ai minimi termini, trasferendo alle Regioni il compito di gestirlo. La Regione Piemonte dice no a questa prospettiva, perché il nostro obiettivo è una scuola di qualità. Non conosciamo ancora il testo definitivo, tuttavia dalle prime indicazioni appare chiaro che non sono state accolte le proposte fatte in sede di Conferenza Stato-Regioni”.

L’assessore ricorda che “gli effetti di queste politiche nazionali li abbiamo già visti quest’anno, quando la Regione ha dovuto farsi carico di interventi molto pesanti, come i 7 milioni di euro stanziati per i progetti riguardanti l’assistenza dei disabili, favorendo inoltre l’occupazione dei precari colpiti dai tagli della Finanziaria 2008”.

Critiche anche alle conseguenze della riforma sull’organizzazione scolastica: “Giusto ridurre gli indirizzi ma, nel passare da 900 a poche decine, sembra che abbia prevalso la necessità di tagliare, piuttosto che la volontà di andare verso una scuola moderna - rileva Pentenero -. Sotto il profilo dell’organizzazione, le scuole dal prossimo anno avranno tre modelli: le prime classi con la riforma; dalle seconde alle quarte vi sarà una riduzione d’orario, ma sul vecchio programma, e le quinte proseguiranno con il precedente ordinamento. Così non si crea la scuola dell’innovazione, bensì quella della confusione e dei tagli”.

Per quanto riguarda invece le conseguenze sulle famiglie, l’assessore sottolinea che “è assurdo far partire adesso la riforma, a 50 giorni dalla chiusura della prescrizioni. Così è difficile attuare un orientamento efficace, indispensabile per aiutare le famiglie ed i ragazzi a scegliere il percorso migliore e prevenire la dispersione scolastica”.

Pertanto, Pentenero annuncia che “la Regione Piemonte si opporrà a tutte le iniziative che, sulla scorta del federalismo per abbandono, mirano esclusivamente a risparmiare sulla scuola, mettendo a rischio le possibilità di successo dei nostri giovani e la qualità del lavoro svolto dai docenti e dai dirigenti scolastici”.




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