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01/12/2009
Cavalieri. Storie di crociati, soldati, cortigiani Nella Reggia di Venaria.

Quasi un poema cavalleresco, che racconta una figura scomparsa, il cavaliere, con capolavori dell'arte, misteriosi reperti e spiegazioni coinvolgenti. E’ la mostra “Cavalieri. Storie di crociati, soldati, cortigiani”, che la Reggia di Venaria ospita fino all’11 aprile 2010.

Curata dagli storici Alessandro Barbero e Andrea Merlotti, ripercorre quasi un millennio di storia - dall’Europa medievale all'Illuminismo, dai Templari a Napoleone, dai castelli in Terrasanta alle corti europee. A narrarlo, per immagini, sono 120 opere d’arte, gioielli, manoscritti, armature. Ci sono autentici capolavori, fra cui il Ritratto equestre di Giovan Carlo Doria, Il Cavaliere di Santiago del Rubens, il Ritratto di cavaliere di Malta di Tiziano, il Ritratto di cavaliere Mauriziano del Carracci, il Ritratto di cavaliere di Fra’ Galgario, il Ritratto di San Giovanni Battista come cavaliere di Malta di Mattia Preti, il Ritratto della contessa de Chinchon di Goya. Tra i manoscritti si segnalano una rara copia della Regola dei Templari risalente al XIII secolo e gli Statuti dell’Ordine della Giarrettiera donati dalla regina Maria d’Inghilterra al duca Emanuele Filiberto di Savoia. Vengono esposti anche sfarzosi abiti e preziosi gioielli, come i manti di cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro e dell’Ordine della Corona Ferrea, un rarissimo collare settecentesco dell’Ordine dell’Annunziata, uno splendido collare dell’Ordine dell’Elefante concesso alla Venaria dalla Regina di Danimarca. C’è anche la “Testa di Templecombe”, raffigurazione trovata in un convento nel Somerset di una testa barbuta che somiglia al volto della Sindone e che forse era il ritratto che i Templari adoravano nel XII secolo. Sono state raccolte da collezioni e musei italiani e stranieri per descrivere il percorso secondo tre grandi filoni: dall’epoca delle Crociate e dei Templari con gli ordini definibili come “monastico-cavallereschi”, a quella degli “ordini monarchici e militari”, fino al periodo napoleonico con il quale gli ordini cavallereschi superarono l’Antico regime trasformandosi in “decorazioni” con l’inizio dell’Ottocento.

Il pubblico è accompagnato nella visita dall’ambientazione musicale appositamente commissionata a Nicola Campogrande: la partitura, scandita in quattro movimenti (“Luci del Medioevo”, “Con occhi rinascimentali”, “Gli abbagli del Barocco” e “Immagini di Napoleone”), crea l’atmosfera per rivivere miti e leggende che dal Medioevo si associano alla storia dei cavalieri e dei Templari.

La mostra consente anche di vedere, per la prima volta, le nuove Sale delle Arti dei piani alti della Reggia: erano le stanze dell’appartamento nuziale di Vittorio Emanuele duca d’Aosta, fra le più rovinate da secoli di incuria e appena restaurate. Oltre al piano superiore, è stato restituito anche lo scalone aulico che lo collega al piano terra, aggiungendo, fra piani alti, piano terra e giardini, anche un nuovo scalone dalla funzione di servizio per i visitatori.




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