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20/11/2009
Diminuiscono i reati in Piemonte, l’impegno per la sicurezza.

Nel 2008 sono stati registrati in Piemonte 235.994 reati, con un calo superiore al 10% rispetto al 2007. La diminuzione è stata rilevata su tutto il territorio, ma in particolare risulta più accentuata nelle province di Vercelli, Torino, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola. Per quanto riguarda la tipologia, calano in misura rilevante i furti (-20%), le rapine e le truffe, aumentano i danneggiamenti (+3,3%) e i reati contro la persona.

Sono i primi dati che emergono dal Rapporto sulla sicurezza integrata in Piemonte, elaborato dal settore Sicurezza e Polizia locale della Regione in collaborazione con le Prefetture ed Ires Piemonte, presentato il 19 novembre a Torino in occasione della seconda Conferenza regionale sulla sicurezza integrata, alla quale hanno preso parte la presidente Mercedes Bresso e l’assessore alla Polizia locale, Sergio Luigi Ricca.

Per la presidente Bresso, “è un primo bilancio sullo stato di attuazione della legge regionale 23 del 2007, unico strumento normativo a disposizione degli Enti locali in materia di sicurezza integrata e attraverso il quale la Regione ha potuto anche erogare delle risorse per realizzare progetti concreti. Questi finanziamenti infatti pongono il Piemonte tra le Regioni che, a livello nazionale, hanno maggiormente investito per il rafforzamento delle politiche locali per la sicurezza dei cittadini”. Nel 2009 la Regione ha finanziato 80 progetti presentati dagli Enti locali e 18 Patti locali di sicurezza integrata, per uno stanziamento complessivo di 9 milioni di euro.

L’assessore Ricca ha sottolineato che “sul territorio sono state attivate forme di collaborazione tra la Polizia municipale e le Forze dell’ordine molto proficue, e i dati evidenziano un Piemonte attento alla sicurezza in cui l’azione di contrasto operata dalle Forze dell’ordine ha avuto un ruolo determinante. Tuttavia, accanto ai problemi di criminalità, le questioni che rimangono centrali e che emergono anche dai progetti presentati dagli enti locali sono quelle relative al degrado urbano e alla conflittualità sociale. Pertanto le risposte in tema di sicurezza devono essere affrontate con una visione progettuale ampia che coinvolga il livello locale, pur considerando che la sicurezza pubblica debba essere garantita come funzione nazionale”.

Per il futuro la Giunta regionale attuerà un piano d’azione che intende sostenere la programmazione di interventi integrati a livello territoriale, lo sviluppo di reti e partenariati che valorizzino la cooperazione con organizzazioni sociali e economiche, la qualificazione degli operatori degli enti locali, gli interventi che riguardano il degrado urbano, la conflittualità sociale con particolare attenzione alle vittime dei reati, alle questioni di genere, all’integrazione, all’infanzia e all’adolescenza. “Si dovranno promuovere - ha sostenuto Ricca - azioni e progetti in un’ottica di trasferimento delle migliori pratiche finora attivate nelle politiche ordinarie degli enti locali. Infine, il confronto ha evidenziato la necessità di sollecitare il Governo in due direzioni: escludere le spese per le politiche di promozione della sicurezza integrata dal patto di stabilità; trovare risorse e strumenti per intensificare il controllo sulle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e per assicurare all’autorità giudiziaria le risorse umane necessarie per svolgere l’attività sanzionatoria dei reati”.





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