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11/11/2009
Alessandria, celebrazioni per il sesto anniversario della strage di Nassirya.

L'Amministrazione Comunale celebrerà domani, 12 novembre, il sesto anniversario della strage di Nassirya con la deposizione, alle ore 10.30, di una Corona d'alloro presso il Monumento ai Caduti di Corso Crimea.
Le diciannove vittime italiane, tra militari e civili, della missione di pace e i tanti iracheni che persero la vita nell'attentato verranno poi ricordati, alle ore 11.00, in una Santa Messa in suffragio celebrata presso la Cattedrale.


Alleghiamo Intervento del sindaco, Piercarlo Fabbio, in ricordo dei fatti di Nassiriya

Non vorremmo mai che un ricordo diventasse una vacua celebrazione, tantomeno quando gli eroi che ricordiamo sono i protagonisti della pace, della civile convivenza, della democrazia dal percorso lento ma inesorabile, del sacrificio in nome di una pace che ogni giorno, in Iraq, veniva in allora squassata da bombe contro la popolazione, da atti disumani contro i militari di stanza nelle città più a rischio.
Così a Nassiriya sei anni fa, il 12 novembre 2003, un'operazione di peacekeeping si trasformava in un'immane tragedia, perché minava alle radici la nostra stessa ragione di permanere in quei territori per recare una nuova frontiera di libertà e democrazia.
Ancora oggi vogliamo, al di là delle parole usate, dei riti, delle cerimonie, delle liturgie istituzionali, dei silenzi e delle urla, riscoprirci vicini alle famiglie così terribilmente colpite dalla morte dei loro cari.
Ancora oggi ritengo sia importante segnalare la forte tensione ideale con la quale la comunità alessandrina ha risposto al vile attentato contro il nostro contingente militare a Nassiriya. Una compostezza delle coscienze e dei modi che ci fa comprendere come i nostri concittadini, pur solidali nel dolore, abbiano preferito rispondere con fermezza ed unità alla prepotenza cieca del terrorismo, consapevoli della tragedia che ha colpito l'Arma dei Carabinieri, le Forze armate, il Paese e la comunità internazionale.
I nostri obiettivi di allora, accelerare in tutti i modi il completo ritorno dell'Iraq ad una democrazia pienamente e legittimamente governata dal suo popolo, appaiono oggi più chiari come appare quanto fosse inutile dividersi.
Ricordo un episodio. Nel giorno di lutto cittadino proclamato poche ore dopo il drammatico attentato vidi apparire, su molti balconi della nostra città, le bandiere italiane, esibite con modestia e con orgoglio, con l'abbrunata mestizia che ancora oggi accampa nei cuori e nelle menti di tantissimi concittadini.
Dobbiamo la riscoperta di quest'idea di nazione salda, forte, calda e partecipata agli eroi della pace che oggi salutiamo. Il loro sacrificio ci ha ritornato chiaro e netto il valore dell'appartenenza alla nostra comunità nazionale, ci ha riconsegnato il dono di un'unità nazionale mai sopita, ma a volte nascosta senza ragione, più volte confusa con il nazionalismo, troppe volte raffrontata con gli errori di una storia, che ogni giorno scriviamo, ma che ogni giorno ci dimentichiamo - colpevoli - di rileggere.





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