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01/10/2009
Alessandria, zona Cristo: a cosa serve la zona 30 ??

Gli abitanti del “Cristo” si domandano cosa sia e, soprattutto, a cosa serva la “Zona 30”? Anche perché nessuno gli lo ha spiegato. Meno di tutti il Comune.
Allora: dicesi Zona 30 un intervento urbanistico per la moderazione e la riduzione del traffico dei veicoli nella viabilità della città.
Come si evince dal nome, la Zona 30 è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 Km/h invece dei normali 50 Km/h previsti in ambito urbano dal codice stradale. Nelle Zone 30 il progetto deve prevedere interventi che favoriscono pedoni e ciclisti come la riduzione dello spazio di circolazione automobilistica a favore dell’aumento dello spazio riservato alle piste ciclabili e ai percorsi pedonali, la creazione di aree sicure adibite a punti di incontro e di socialità.
Per favorire la riduzione della velocità dei motoveicoli si eseguono una serie di interventi strutturali come i rallentatori ottici o acustici, i dossi, i rialzi agli incroci, i cuscini berlinesi, le rotatorie e le isole spartitraffico. L’istituzione di una Zona 30 comporta, con la riduzione della velocità, un aumento della sicurezza stradale - in particolare per pedoni e ciclisti - , la diminuzione del consumo di carburante e di emissioni inquinanti e anche una minore rumorosità. Il successo delle Zone 30 è, in generale, dovuto al fatto che si migliorano anche le condizioni ambientali e rendono il contesto urbano più piacevole e stimolante per i pedoni e i ciclisti che sono indotti a percorrere a piedi o in bicicletta l’area e utilizzano di meno l’auto. Nate in Olanda negli anni ’80 questa esperienza si è rapidamente estesa in Germania, in Austria, Francia, Svizzera e Belgio. Da noi sono state introdotte solo nel 1995. Nel 2005/’06, l’assessorato all’Ambiente della provincia di Alessandria, con l’Associazione “la città possibile” di Torino, è stato tra i primi in Regione a dedicare al tema dell’ecologia urbana, la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, alcune giornate di studio per i tecnici e gli amministratori degli enti locali. Per raggiungere i risultati che la Zona 30 si prefigge è però indispensabile una attenta fase di preparazione e il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini. Cosa che non è stata fatta al Cristo e oggi i lavori della Zona 30 sono visti con preoccupazione dagli abitanti. Se, infatti, si riduce il traffico e si rende più difficile il parcheggio fuori dagli spazi, gli autoveicoli si trasferiscono altrove.
Nel nostro caso intasando Corso Carlo Marx e rendendo difficile e pericoloso l’accesso dalle vie che lo collegano con Corso Acqui. Perché, ad esempio, non si è pensato per tempo di ristrutturare e rendere più fruibile Via U. Giordano, la parallela di Corso Acqui in direzione della zona artigianale e del supermercato Galassia?
E’ così difficile, poi, trovare una soluzione al passaggio a livello che blocca il traffico in uscita da Via Casalcermelli? Realizzare una Zona 30 senza dire che serve in primo luogo a ridurre il traffico delle auto - come sta facendo l’amministrazione comunale - per il timore di sconfessare la propria filosofia tutta incentrata sulle automobili, fa il paio con l’aver realizzato una zona a traffico limitato ZTL in periferia dove il traffico non costituisce un problema.
Decisioni entrambe paradossali. Nel primo caso si rischia l’insuccesso di una scelta giusta, nel secondo si perdono i 300 mila euro del contributo regionale per una scelta finta.





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