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10/07/2009
Energia dalle vigne, le basi di una nuova sfida.

Gettate l’8 luglio ad Alba gettate le basi per una nuova sfida: ricavare energia dai sottoprodotti della viticoltura, in Piemonte 900.000 quintali di sarmenti che, ogni anno, debbono essere gestiti dai viticoltori, a cui si aggiungono 1.400.000 quintali di vinacce come residuo della vinificazione. Un materiale che, se non reimpiegato, pone problemi di recupero, mentre, se valorizzato con la combustione o la massificazione, può contribuire allo sviluppo della produzione energetica da fonti rinnovabili e valere tra 10 e 15 euro per quintale di biomassa in un anno.

Operatori agricoli e istituzioni disponibili al coinvolgimento in iniziative che puntino su filiere corte e su una logistica funzionale e su una ricaduta diretta sul territorio si sono confrontati durante un convegno promosso da Regione Piemonte, Ipla (Istituto per le piante da legno e l’ambiente) ed agenzia di sviluppo locale Lamoro sugli aspetti relativi alla disponibilità di vinacce e sarmenti, alla logistica, alle scelte tecnologiche e alle questioni economico-finanziarie e all’organizzazione delle filiere.

Considerato che non tutta la biomassa disponibile potrà essere trattata e che i residui di potatura e le vinacce, per essere trasformati in energia, debbono essere conferiti in modo razionale dai viticoltori, è emerso che la convenienza economica dovrà essere valutata con estrema attenzione nell’ambito di una più generale attività di pianificazione.

“Le opportunità di sfruttamento energetico dei residui e dei sottoprodotti della viticoltura in termini di energie rinnovabili - ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Mino Taricco - sono di grande interesse per il Piemonte. Si tratta ora di far partire concreti progetti di sperimentazione per verificare la fattibilità, anche dal punto di vista economico, valutando attentamente la disponibilità di materiale. Sarà necessario avviare progetti innovativi, che si basino su adeguate tecnologie e su modelli organizzativi e logistici funzionali, e in grado di innescare processi di filiera virtuosi. E’ questa la vera scommessa dell’energia dalle vigne, che riguarda anche il miglioramento agronomico, nell’ottica di uno sviluppo dell’utilizzo di fonti rinnovabili su cui la Regione sta investendo dal punto di vista finanziario e della ricerca, con un’attenzione costante all’ambiente e al corretto utilizzo delle risorse”.

“La valorizzazione energetica di questi materiali - ha detto il presidente dell’Ipla, Lido Riba - rappresenta oggi anche in Piemonte una interessante sfida nella logica di una green economy che può creare valore e occupazione sul nostro territorio. Le recenti novità legislative, che prevedono una forte incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, possono essere una opportunità, non solo economica, per le imprese del settore vitivinicolo interessate a destinare i sarmenti e le vinacce a scopi energetici”.




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