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11/06/2009
Un disegno di legge sull’immigrazione, per una società coesa e serena.

La Giunta regionale cambia la propria normativa sull’immigrazione: nella seduta dell’8 giugno ha approvato un disegno di legge sull’integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati in Piemonte che intende sostituire il testo attualmente in vigore, risalente al 1989, per rispondere a due profonde trasformazioni: da un lato i cambiamenti legislativi intervenuti a livello comunitario e statale, dall’altro l’evoluzione di un fenomeno che coinvolge l’intero nucleo familiare di origine.

Il disegno di legge, che passa ora all’esame del Consiglio, ribadisce non solo le pari opportunità nell’accesso ai servizi e l’uguaglianza con gli italiani nel godimento dei diritti civili, ma anche la volontà di rimuovere gli ostacoli che ad esse di fatto si frappongono e di contrastare ogni fenomeno di discriminazione e razzismo con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una società coesa e serena. Vengono definite le competenze dei diversi soggetti istituzionali e non, assegnando alla Regione le funzioni di programmazione, coordinamento e valutazione degli interventi, la redazione del Piano integrato per l’immigrazione e l’osservazione del fenomeno migratorio e conferendo alle Province le attività di concorso nella programmazione decentrata, di promozione di interventi volti a favorire l’inclusione sociale delle persone straniere presenti sul loro territorio, di approvazione di piani provinciali dell’immigrazione, di concessione di contributi a enti locali e del privato sociale, di promozione di percorsi partecipativi alla vita sociale e delle istituzioni. Viene evidenziata, inoltre, la rilevante funzione del “privato sociale”, che con continuità e specificità opera a favore delle cittadine e dei cittadini stranieri e delle loro famiglie e si prevede una maggiore formalizzazione, attraverso l’istituzione di un apposito registro regionale.

“L’immigrazione - dichiara l’assessore al Welfare, Teresa Angela Migliasso - non può più essere considerata un’emergenza, ma un dato strutturale della nostra società e parte importante dell’economia piemontese; tutto questo richiede politiche di accoglienza, di inserimento sociale e di integrazione in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze di una popolazione ormai stabile. Definire delle regole significa tutelare tutti e garantire processi di inclusione sociale e diminuzione della conflittualità. Il disegno di legge pone particolare attenzione ai minori, alla loro tutela, istruzione e salute, e questo è un importante investimento per il futuro; ma la tutela è estesa ad altri soggetti particolarmente deboli: dalle persone vittime di tratta e traffico degli esseri umani, ai rifugiati e richiedenti asilo politico. Infine, l’assistenza sanitaria per i cittadini stranieri irregolari è una risposta dovuta non solo sul piano umanitario, ma anche a garanzia della tutela della salute di tutti i cittadini”.

Secondo la stima del Dossier statistico Caritas 2008, la presenza dei migranti in Piemonte rappresenta il 7,1% della popolazione residente.




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