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07/05/2009
Alessandria, del Ponte Cittadella parla la Lega Nord.

A quindici anni dall’evento alluvionale del 6 novembre 1994 ancora oggi il territorio di Alessandria non si può considerare in sicurezza come dimostrato dalla recente esondazione del Tanaro che ha determinato gravissimi danni. Proprio per questo motivo il gruppo consiliare della Lega Nord presso il comune di Alessandria, ha presentato un ordine del giorno al fine di contribuire a reperire soluzioni determinanti e definitive per il problema.
Tra gli elementi che emergono assume particolare rilievo la demolizione del ponte Cittadella, al momento l’unica soluzione per garantire la definitiva messa in sicurezza della città essendo state abbandonate per difficoltà tecniche altre ipotesi come ad esempio l’allargamento di alcune arcate onde permettere il passaggio di un’ipotetica piena pari a 2880 metri cubi di acqua al secondo.
Tuttavia, per i presentatori dell’ordine del giorno, le osservazioni non potevano limitarsi a ciò che da anni è già chiaro così come hanno peraltro evidenziato gli studi di ben 3 Università, cioè la demolizione del ponte ma, come afferma il consigliere Roberto Sarti “riteniamo importante individuare indirizzi di reperimento delle risorse necessarie.
In questo senso, l’articolo 11, comma 5 della legge 35 del 1995, ha istituito un’addizionale nella misura del 50% dell’imposta fissa di bollo relativa agli invii di estratti conto bancari da parte degli istituti di credito alla loro clientela. L’entrata di tale imposta come valutata dal Ministero delle Finanze, è pari a circa 400 milioni di euro annui.

I territori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, colpiti pesantemente da eventi calamitosi anni or sono, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legge 691 del 19 Dicembre 1994, convertito con modifiche, dalla Legge 35 del 6 Febbraio e successive modifiche possono beneficiare dei fondi per la prevenzione dei danni causati dagli eventi alluvionali con la realizzazione di opere per la messa in sicurezza.
Nell’ultimo quinquennio nessun ente li ha utilizzati e pertanto sono finiti nelle economie di bilancio e quindi ridistribuiti”.
La vicenda demolizione ponte e sua sostituzione sono problemi già discussi e ridiscussi, ma in molti casi all’insegna della non chiarezza.
Sul problema, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, capo gruppo del carroccio, afferma: “Credo che il miglior modo per affrontare i problemi sia il non fare confusione. In questo senso ritengo che occorra fare un po' di chiarezza sulla relazione, o meglio sulla non relazione che intercorre tra la Cittadella, struttura monumentale di straordinaria importanza e il ponte ad essa connesso.
In primis occorre non farsi tradire dal nome del ponte che parrebbe porre un rapporto stretto con la Cittadella, quando, in realtà questo ponte, nulla ha a che fare con la fortezza, essendo il primo costruito a fine dell'Ottocento mentre la Cittadella risale ai primi decenni del Settecento.

Ovviamente esisteva un altro ponte che collegava nello stesso luogo le due sponde, ed era un ponte del tipo coperto come quello ancora presente a Pavia. Secondo aspetto da chiarire è quello della statica del ponte.
Qualcuno pensa che la ragione per cui si debba abbattere il ponte è che rischi di non reggere in caso di ingenti masse d'acqua.
Questo è certamente un problema, ma credo che possa essere risolto con interventi molto delicati di consolidamento.
Ciò che fa discutere invece sulla necessità di abbattimento è l'assoluta incapacità di portata rispetto ad eventi alluvionali di grande intensità, causa la luce e l'altezza delle sue arcate rispetto ai modelli idrografici studiati da tre università. Questo vuol dire mettere in serio stato di pericolo gli abitanti della città di Alessandria.

Proprio per questo motivo il ponte dovrà essere abbattuto e la sicurezza della gente viene prima.
Vorrei rammentare per correttezza storica che la necessità di abbattimento si era già rivelata subito dopo l'alluvione e, di conseguenza, data la delicatezza e l'importanza del luogo e la sua monumentalità, si convenne di sostituirlo con un modello altrettanto monumentale e importante, anche se attuale.
Così nacque il progetto di Meier. Non è assolutamente vero il contrario, come qualche perfida lingua sostiene”.




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