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18/03/2009
Alessandria, i risultati del progetto "Emergenza Freddo 2008-2009".

Nel periodo tra il 27 novembre 2008 e il 9 marzo 2009 si è svolto il progetto "Emergenza Freddo" gestito dalla Caritas Diocesana di Alessandria (presso l'ostello maschile di Via Mazzini 85/n) e sostenuto convintamente dall'Amministrazione Comunale (Assessorato alla Solidarietà Sociale e Assessorato alla Protezione Civile, con il gruppo comunale di Protezione Civile).
Il progetto fruisce inoltre della fattiva collaborazione di Cissaca, ASL di Alessandria (Sert) e di numerose associazioni di volontariato locale — quali ASA, ANFI, SCOUT AL1, AL2, AL3 — nonché di quelle operanti direttamente in seno alla Caritas.
L'"emergenza freddo" è, più precisamente, un progetto realizzato attraverso il servizio di accoglienza notturna di uomini senza fissa dimora presso l'Ostello Caritas e con l'allestimento di 31 posti letto in camerata in aggiunta ai 19 posti della gestione ordinaria.
«Con soddisfazione e apprezzamento — sostengono Teresa Curino, assessore alla Solidarietà Sociale, ed Evaldo Pavanello, assessore alla Protezione Civile, commentando gli esiti del progetto — guardiamo a questa esperienza che, di anno in anno, ci vede coinvolti nel sostenere una forma reale e fattiva di solidarietà che viene realizzata attraverso le migliori energie del volontariato locale, del gruppo comunale di protezione civile e in ossequio al principio della sussidiarietà. Un principio, quest'ultimo, che ci porta a riconoscere il valore e l'affidabilità di coloro che (a partire dalla Caritas Diocesana), sul tema dell'accoglienza e dell'aiuto a chi è in difficoltà, hanno acquisito esperienze e competenze di prim'ordine, dimostrando insieme all'Amministrazione Comunale, al Cissaca, all'ASL, al CSVA e alle altre associazioni coinvolte di saper fare veramente bene il necessario "gioco di squadra" a servizio della comunità locale».
Tutte le persone in difficoltà e senza dimora per accedere al dormitorio (sia durante la "emergenza freddo" che durante il resto dell'anno) si rivolgono direttamente alla struttura di accoglienza dalle ore 20 alle 22. È necessario che le persone siano munite di un documento di riconoscimento e che venga rispettato il regolamento interno.
Il Centro offre i seguenti servizi: uno spazio, sia pure breve, di amicizia, ascolto e dialogo; un posto letto; una doccia; una piccola colazione; collegamento, attraverso il Centro d'Ascolto, con i servizi socio-assistenziali e sanitari di competenza pubblica e privata (CISSACA, SERT, Igiene Mentale, Drop-In). Il Centro è funzionante dalle 20.00 alle 8.00 del giorno successivo e, in particolare, segue i seguenti orari: dalle 20.00 alle 22.00: accoglienza degli ospiti (ascolto, dialogo, assegnazione posto letto, doccia, firma del registro presenze); dalle 22.00 alle 07.00: riposo; dalle 07.00 alle 08.00: igiene personale, sistemazione letto e piccola colazione. Viene inoltre messo a disposizione un servizio di lavanderia self-service.
Relativamente alle peculiarità del progetto ed. 2008-2009 alcuni elementi vanno in particolare sottolineati, soprattutto in merito al "bacino di utenza". Si tratta di persone provenienti da percorsi individuali molto diversi: alle storie di immigrazione si intrecciano molto spesso vicende di disoccupazione, di crisi familiare, di violenze domestiche. Qualcuno lavora e aspetta di poter sommare un paio di buste-paga per pagare la caparra dell'affitto. E fra i disoccupati, pochi sono coloro che non cercano disperatamente un lavoro.
Il 67% è rappresentato da stranieri, il restante 33% da italiani. La maggioranza degli stranieri è rappresentata da uomini di nazionalità marocchina. La fascia d'età più rappresentata è quella tra i 26 e i 35 anni con il 42%. Il disagio più ricorrente è rappresentato purtroppo dalla dipendenza (da sostanze, da alcool o dal gioco). Considerevole è la presenza di stranieri con il permesso di soggiorno per asilo politico o protezione umanitaria. Dall'anno precedente, c'è stato un incremento delle presenze del 42% circa.
Infine è opportuno soffermarsi sul gran numero dei volontari che hanno permesso lo svolgimento del progetto: il Gruppo comunale Protezione civile con tre volontari, l'ANFI con due, l'ASA ne ha messi a disposizione sei, Alessandria1 con sei volontari, Alessandria2 ha messo a disposizione un volontario, Alessandria3 ha contribuito con ben otto volontari.





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