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27/02/2009
Ritorno al nucleare, la Regione dice no e rilancia le fonti rinnovabili .

La Regione è contraria alla possibilità di costruire in Piemonte una delle quattro centrali nucleari di terza generazione previste dall’accordo firmato tra i Governi italiano e francese.
“Il Piemonte non ci sta - annuncia la presidente Mercedes Bresso - e mantiene ferma la sua proposta: investire nelle energie da fonti rinnovabili per sostenere lo sviluppo, rilanciare l’economia, ridurre i consumi, proteggere l’ambiente. Come dimostrano le scelte di tutti i Paesi avanzati nel mondo, che riducono il nucleare e potenziano ricerca ed energie rinnovabili, le soluzioni sono altre. Il nostro no riguarda anche lo scenario economico, non solo quello ambientale. Il Piemonte ha iniziato questo cammino un anno fa, producendo così opportunità di lavoro e miglioramento della qualità del territorio”.

“Quanto ai presunti risparmi del nucleare - osserva Bresso - c’è qualcuno che fa male i conti. Se ai costi di produzione si aggiungono quelli per lo smantellamento, che equivalgono almeno alle spese per la costruzione e per i controlli che andranno garantiti per un certo numero di secoli, si vede subito che la convenienza non c’è proprio. Anzi: si trasferiscono alle generazioni future costi enormi e rischi gravi, mentre le energie da fonti rinnovabili assicurano sviluppo per oggi e per domani, contribuendo al tempo stesso a sanare le ferite del passato”.

“Siamo la Regione italiana - continua la presidente - che ha investito di più in energia pulita: oltre 300 milioni di euro fino al 2013. La cultura energetica del Paese è approssimativa, dobbiamo fare uno sforzo collettivo per incidere nelle culture formative e di ricerca, costruendo un pacchetto di strumenti culturalmente adeguato agli obiettivi delle sfide che ci siamo proposti. La criticità dell’insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, la difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, la connessione tra nucleare civile e militare e l’aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri sono argomenti a cui il Governo non ha mai dato risposte chiare”.

L’assessore all’Energia, Andrea Bairati. evidenzia il rispetto della democrazia: “Il Paese si è già espresso attraverso un referendum: vorremmo capire come il Governo intende aggirare i risultati di una consultazione popolare. Occorrerebbe tornare a interpellare i cittadini per sapere se hanno cambiato idea o almeno aprire una grande discussione nel Paese. Per quanto riguarda il sito di Trino, restiamo fermi sulle posizioni precedentemente espresse”. Bairati ritorna poi su “Uniamo le energie”: “Abbiamo lanciato questa sfida nel giugno scorso. In un anno sono stati realizzati i primi interventi di efficienza energetica e di produzione da fonti rinnovabili con una ricaduta sul patrimonio edilizio pubblico del nostro territorio e sono stati attivati tre bandi per il risparmio dei consumi energetici e per la produzione di energia rinnovabile negli insediamenti produttivi. Inoltre abbiamo firmato un accordo con Enel per ridurre le emissioni di gas effetto serra, potenziando la produzione di energia idroelettrica, eolica e fotovoltaica, e uno con la Regione Puglia per la cooperazione e la piena condivisione degli obiettivi nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Infine, abbiamo avviato un programma di ricerca sui biocarburanti con il gruppo piemontese Mossi & Ghisolfi e il Politecnico di Torino, per la realizzazione nel Tortonese di un impianto per la distillazione su scala industriale di biocarburanti”.

Sul tema interviene anche l’assessore all’Ambiente, Nicola de Ruggiero “Penso che prima di parlare di una nuova stagione nucleare in Italia, che riteniamo obsoleta, pericolosa e improponibile, sia opportuno che il Piemonte venga definitivamente liberato dalle scorie radioattive che conserva ancora nel suo territorio. Il Piemonte ha pagato sinora un prezzo salatissimo. Le vie del risparmio energetico, della salvaguardia dell’ambiente, del ritorno del clima ad una situazione ottimale passano attraverso una scelta di sobrietà, di stili di vita che si adeguino ad un minore consumo con l’adozione di buone pratiche quotidiane, che privilegino un aumento deciso della produzione di energie rinnovabili. ‘Uniamo le energie’ va avanti”.






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