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01/04/2008
Più sicurezza negli ospedali, con le unità di gestione del rischio clinico.

Cresce la sicurezza e la qualità delle cure negli ospedali piemontesi con l'istituzione in ciascuna azienda sanitaria di un'«unità di gestione del rischio clinico» e l'adozione di nuove linee guida per prevenire eventi avversi e incidenti in sala operatoria e in corsia: lo prevede una delibera approvata il 31 marzo dalla Giunta regionale, che recepisce quanto prodotto nel corso di un anno di lavoro dal gruppo tecnico sulla materia costituito nel 2007 presso l'assessorato alla Tutela della salute e Sanità.

L'unità di gestione, a carattere multidisciplinare e multiprofessionale, sarà composta dalla direzione sanitaria e dagli operatori delle strutture coinvolte nei processi di gestione del rischio e lavorerà in sinergia con le unità già preposte al controllo delle infezioni ospedaliere e alla salute professionale.
I suoi compiti saranno la diffusione delle normative e dei protocolli, la raccolta e dell'analisi della casistica degli incidenti, il coordinamento delle azioni per il contenimento di questi ultimi.

Attualmente, la gestione del rischio clinico è espletata con modalità differenti da azienda ad azienda. Anche alla luce dell'accorpamento in atto, si è così ritenuto opportuno fornire delle indicazioni per la creazione di una struttura permanentemente dedicata al miglioramento della sicurezza e alla limitazione dei pericoli, sempre e comunque esistenti. Contemporaneamente, è stata predisposta una serie di linee guida sui comportamenti da adottare in materia di infezioni ospedaliere, di ritenzione di materiale nel sito chirurgico, di identificazione del paziente, di conservazione e distribuzione delle soluzioni contenenti cloruro di potassio e di vigilanza sui dispositivi medici.
Infine, è stato messo a punto un programma di formazione apposito che nel corso del 2008 vedrà coinvolti circa 130 operatori, i quali, a loro volta, saranno chiamati presso la propria azienda ad organizzare corsi di base formativi e informativi, mirati a diffondere la cultura della prevenzione del rischio.

Per quanto riguarda le infezioni ospedaliere, contenibili ma non eliminabili del tutto in quanto non necessariamente dipendenti da errori degli operatori o da carenza strutturali - la strategia di azione si basa su tre punti: sorveglianza, con studi di incidenza periodici per verificare che gli eventi non avvengano con frequenza superiore a quella indicata come fisiologica dalla letteratura scientifica; controllo sulle procedure e sulla corretta attuazione dei protocolli; informazione al pazienti sui rischi di comparsa di un'infezione durante il ricovero, anche in connessione alla specifica patologia.
Sul fronte della ritenzione di garze o di altri strumenti in sala operatoria, si danno indicazioni per il conteggio sistematico e la verifica dell'integrità di tutto ciò che viene utilizzato e si prescrive l'utilizzo di materiale contrassegnato.





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