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19/02/2008
Denunciati titolari di aziende del cuneese per inquinamento.

I militari del Nucleo Mobile della Compagnia di Cuneo, nel corso di lunghe e complesse indagini, svolte nel settore della tutela del patrimonio ambientale e della salute dei cittadini, hanno individuato quattro siti aventi un'estensione complessiva di oltre 26.000 metri quadrati, nei quali erano stati interrati illecitamente enormi quantitativi di rifiuti speciali, pericolosi e non, denunciando 9 persone responsabili, a vario titolo, di gravi e sistematiche attività di inquinamento alla magistratura, che ha disposto il sequestro delle aree individuate e la bonifica delle stesse a spese degli inquinatori.
L'attività investigativa è scaturita e si è sviluppata a partire dalle risultanze di mirata azione informativa, in base alle quali diverse imprese della provincia, anche al fine di ridurre i costi di smaltimento e rendersi più concorrenziali sul mercato, si sarebbero disfatte degli scarti di lavorazione e di rifiuti di vario genere, anche pericolosi, immettendoli direttamente nell'ambiente.

Sviluppando gli elementi disponibili, mediante una preliminare ed accurata attività di controllo del territorio, gli uomini del Capitano Bolis hanno rapidamente acquisito concrete conferme agli iniziali sospetti, individuando un anomalo e rilevante restringimento del torrente Mellea, che è subito parso non dipendente da cause naturali, cantieri edili in cui venivano effettuati lavori di scavo in ore notturne e la presenza di mezzi di escavazione presso ditte che operano in settori che non hanno attinenza con l'edilizia né risultavano aver avviato opere di ampliamento dei loro stabilimenti.
In considerazione della rilevante ampiezza delle zone da controllare già individuate e della necessità di estendere le operazioni di osservazione ai territori ad esse circostanti, è stato richiesto l'intervento degli elicotteri della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Venegono Superiore (VA), i quali, con numerosi sorvoli, hanno effettuato accurati rilievi dello stato dei luoghi, consentendo di selezionare le aree in cui dovevano essere effettuati gli interventi a terra.

I Finanzieri, in conformità alle direttive impartite dall'Autorità giudiziaria di Cuneo, Alba e Saluzzo, si sono quindi presentati presso diverse aziende, ove, con l'ausilio di un tecnico munito di georadar, hanno localizzato con esattezza i luoghi in cui erano stati interrati, fino a sei metri di profondità, rifiuti di vario genere, che le operazioni di scavo hanno rivelato essere costituiti, tra l'altro, da lamiere, rottami ferrosi, scarti di lavorazione, imballaggi plastici, fusti con oli esausti e fanghi di verniciatura, materiali contenenti amianto, pneumatici usati, batterie di veicoli industriali, frigoriferi ancora contenenti cfc.

Gli scavi e le operazioni di bonifica dei siti disposte dalla Magistratura, interamente a spese dei responsabili, hanno portato alla luce, complessivamente, 6.282 tonnellate di rifiuti.

Nel corso delle indagini i militari hanno inoltre rilevato che il responsabile tecnico di un'azienda del settore operante nella zona di Alba aveva da poco lasciato il suo incarico, rendendosi improvvisamente irreperibile anche per i colleghi, i quali erano rimasti privi, senza apparente motivo, di un importante referente.

Verificata la posizione dell'uomo, è emerso che costui era stato colpito da un ordine di carcerazione, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Una serie di appostamenti ha permesso di individuare il predetto, che aveva trovato rifugio in un albergo di Cuneo e di trarlo in arresto.

Fondamentale apporto alle operazioni è stato fornito dal personale tecnico dell'A.R.P.A. di Cuneo, grazie al quale è stato possibile ricollegare, con precisione e tempestività, le varie tipologie di rifiuti individuate alle peculiari attività produttive delle singole aziende.

Sempre sotto la supervisione dell'A.R.P.A., si sono svolte le operazioni di bonifica dei siti inquinati.





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