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20/09/2007
Valenza, il dissesto idrogeologico, “uomo avvisato….mezzo salvato”!

Il Comune di Valenza è territorio soggetto ad alluvioni, è l’attualità di questi ultimi scampoli d’estate e d’inizio autunno, le notizie sono apparse fin su “LA STAMPA”.(venerdì 14 settembre 2007).
La memoria non è lontana nel ricordare l’allagamento dell’impianto della piscina comunale coperta, ormai in disuso, o le voragini che sporadicamente si manifestavano o lungo la viabilità o in prossimità di fabbricati (e.g. Via Camerati, Leon D’Oro).
Cosa lega questi fenomeni naturali, più o meno calamitosi, con l’Amministrazione comunale è ciò che intendiamo illustrare al cittadino talvolta inconsapevole, che è sempre più spesso costretto a subire dei danni diretti se si tratta delle proprie attività o proprietà, o indiretti se si tratta di strade o piscine o altre opere pubbliche.

La prima domanda che ci si pone leggendo le notizie dei recenti danni alle attività e alle cose è se questi potevano essere evitati, o quanto meno mitigati, tenendo conto del fatto che come si legge su “LA STAMPA” l’evento si era già verificato (forse due volte in quattro anni o in ogni caso dodici anni fa).
E’ necessario svolgere alcune premesse:

- A) La legge attribuisce al Sindaco di ciascun comune la responsabilità di atti in materia di “Sicurezza” nel territorio comunale, egli in tale argomento si può avvalere addirittura del potere dell’ordinanza, ciò già con la vecchia legge n. 142 del 1990, è ora ribadito nel nuovo testo unico degli Enti Locali del 2000;

- B) il quadro legislativo dello STATO e della REGIONE PIEMONTE detta la competenza del Comune in ordine all’individuazione degli scenari di rischio, non vi è dubbio che un evento che riguarda un rione o una frazione ha una dimensione comunale, l’individuazione di tale scenario spetta quindi al Comune;

- C) la Legge Regionale in data 26 aprile 2000 n. 44, a Costituzione invariata, quindi prima delle modifiche apportate al Titolo V con la cosiddetta “sussidiarietà” per quanto attiene all’attività amministrativa, ha posto in capo ai comuni (vd. Art 76 ) una serie di funzioni amministrative in materia di protezione civile;

- D) ancora prima l’Autorità di Bacino del Fiume Po, tra gli adempimenti di cui alla legge 183 del 1989, aveva avviato il progetto di Piano di Assetto Idrogeologico, in cui nelle sue fasi procedurali vedeva e vede tuttora un coinvolgimento attivo e diretto dei Comuni nell’identificare situazioni di rischio in ciascun ambito territoriale locale;

- E) “last but not least” come dicono gli anglosassoni la REGIONE PIEMONTE per il tramite dell’Arpa in data 30/08/2007 ha emesso un Bollettino di Vigilanza Meteorologica per il Piemonte, il numero 241/2007 alle ore 13:00, in cui la zona “I” (pianura settentrionale – pianura AL ecc..) era classificata come: “ Alta probabilità Temporali forti – AVVISO” per le ore su successive. Questa alta probabilità si tradusse nella notte in un evento temporalesco molto intenso e di dimensioni areali limitate, se così non fosse stato si sarebbero verificate anche esondazioni calamitose a livello di bacino-sottobacino idraulico, considerata l’intensità locale.
Ora presumibilmente, se fossero state avviate le analisi di rischio in base alle segnalazioni volute dal Piano per l’Assetto Idrogeologico, forse sarebbero stati già avviati i programmi di interventi per la mitigazione del rischio e presumibilmente si sarebbero potute individuare le cure, nel frattempo, o come si dice in burocratese, “nelle more”, sarebbero stati posti dei vincoli a livello territoriale sul P.R.G.C., alcune opere di sicuro impatto ambientale forse non avrebbero trovato soluzione o forse la soluzione sarebbe stata più rispettosa dell’ambiente e della sicurezza.
Comunque, ove quanto meno fossero stati posti in essere gli adempimenti di protezione civile, con l’individuazione degli scenari di rischio in funzione delle condizioni meteo si sarebbe potuto allertare la cittadinanza ignara del rischio incombente, in quell’eventualità sicuramente alcuni danni avrebbero potuto essere mitigati.

Quindi quando questo gruppo consigliare richiede:
- più fondi per la sicurezza;
- più attenzione al territorio e alla salvaguardia dell’esistente;
- una valutazione di impatto ambientale per una COOP o per qualsiasi opera similare;
-una maggior responsabilità nelle scelte e nei programmi secondo quanto previsto dal dettato legislativo esistente ed un coinvolgimento dell’opposizione nell’elaborazione di piani che riguardano TUTTI.

in realtà si richiede all’amministrazione del comune di fare il proprio lavoro che non è solo quello di tagliare dei nastri in occasione di mostre eno-gastronomiche, ma è quello di garantire ai cittadini i servizi previsti dalla legge e dall’ordinamento vigente per cui essi hanno già pagato le tasse.
E soprattutto di evitare ulteriori danni che nuocciono ad un’economia già in profonda crisi.

Vale infine la pena di domandarsi, ma se l’evento meteorologico dovesse riproporsi domani, ci sarebbero le condizioni: di informazione, di trasparenza di allertamento per la popolazione e quindi di maggior sicurezza.
E ancora, ma che fine fanno questi bollettini di vigilanza meteorologica predisposti dalla regione per gli enti locali, chi li legge e chi dopo averli letti decide cosa fare.
Quanto da ultimo vale ancora più avendo a mente il detto: “uomo avvisato ..mezzo salvato”.




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