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03/09/2007
La musica non cambia per i consumatori,sempre più vessati e tartassati.

Cambiano i governi,ma la musica non cambia per i consumatori,sempre più vessati, tartassati,costretti ad indebitarsi per sbarcare il lunario ed anche presi in giro dalle mistificanti rassicurazioni che contrastano con la dura realtà quotidiana di milioni di famiglie. Per il governo infatti, non ci sarebbe alcuna giustificazione per gli allarmismi registrati in questi giorni su aumenti generalizzati dei prezzi,anzi dalla riunione sui prezzi che si è svolta oggi a Palazzo Chigi,è emerso invece che vi sono sostanziali diminuzioni.

Adoc,Adusbef,Codacons e Federconsumatori, che per contrastare il fenomeno dei sostanziosi rincari registrati in tutti i settori produttivi,dalle assicurazioni alle banche, dalle benzine all’energia,ai libri scolastici,ai consumi alimentari,ecc,hanno indetto lo sciopero della spesa per il 13 settembre,in particolare per contrastare una odiosa speculazione da filiera,attendono impazienti che il Governo indichi dove siano le diminuzioni registrate,probabilmente frutto di illusioni ottiche o di comunicazioni forse erronee perché interessate, che continuano a scavare un fossato sempre più incolmabile tra politica e cittadini. Dopo la raffica di rincari già registrati,dai trasporti (le tariffe dei treni sono continuate ad aumentare in media del 10 per cento, anche sui treni regionali dei pendolari,dopo il 40 per cento degli ultimi mesi), alla tazzina di caffè (da 0,70-0,80 centesimi ad 1 euro), dalle assicurazioni RC Auto (che dovevano diminuire del 20 per cento) ai servizi bancari,ai libri ed al corredo scolastico per mandare i figli a scuola, si profilano ulteriori stangate da 168 a 350 euro, su 3,2 milioni di famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile fidandosi dei cattivo consigli delle banche, a prescindere dalle decisioni della BCE,per l’arbitrario ancoraggio all’Euribor.

Adoc, Adusbef,Codacons,Federconsumatori, chiedono quindi in quale pianeta da second- (o terzo) -life viva il Governo, perché se i ministri, invece delle comode auto blu, viaggiassero in treno,si sarebbero accorti degli aumenti ferroviari imposti anche sulle tratte dei pendolari dall’8 al 13%; se dovessero mandare i figli a scuola,come i comuni mortali, si sarebbero arrabbiati a fronte dei trucchetti degli editori di aumentare i costi superiori ai tetti del ministero o di modificare i testi scolastici rendendoli inutilizzabili per mere esigenze speculative; se acquistassero il pane o il latte, si sarebbero preoccupati degli aumenti e se dovessero rinnovare la polizza per la RC Auto o moto, certamente protesterebbero come i comuni mortali a fronte di rincari ingiustificati anche superiori al 10 per cento per chi non ha subito sinistri. Adoc Adusbef,Codacons,Federconsumatori,chiedono quindi un confronto serio ad un Governo,forse distratto da esigenze di tenuta,rispetto ai problemi reali di milioni di famiglie,che chiedono maggiore tutela e qualche speranza per il loro futuro.

Codacons




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