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23/05/2007
Calcio, questa sera la sfida delle sfide, la conferenza del Milan.

CARLO ANCELOTTI "Non sarà semplice, daremo tutto, non ho dubbi. E' già tutto deciso. La storia di Istanbul è finita e non c'entra niente con questa partita. Questa sarà un'altra partita. Sul piano tecnico forse il Milan di due anni fa era più forte e per quella squadra era quasi normale arrivare alla finale.
Per la squadra di oggi, invece, è qualcosa di straordinario, vogliamo chiudere in bellezza quest'annata. In una finale del genere è importante cercare dei imporre le proprie qualità attraverso il gioco. Per noi è importante il possesso palla come per il Liverpool sono importanti la difesa e la velocità nel contropiede. Noi abbiamo meritato questa finale forse più di qualsiasi squadra perché abbiamo patìto come nessuna. Abbiamo patìto una penalizzazione e una preparazione affrettata per questo.
Se avremo la fortuna di vincere, sarà una vittoria strameritata. Gerrard è carismatico però non si può fare la partita su un giocatore. Il Liverpool, come il Milan, ha tante altre qualità.
L'avversario è il Liverpool, non Gerrard. Questa è stata la stagione più difficile da quando sono al Milan. Abbiamo affrontato problemi mai affrontati in passato però è stata fondamentale la grande sintonia fra me e la squadra e fra me e la Società. Nel nostro ambiente non abbiamo mai cercato alibi o colpevoli. Abbiamo cercato di risolvere i problemi ma quello che abbiamo passato ci rende molto forti per la finale. Ci sentiamo molto forti in questi giorni.
Proprio ad Atene contro l'Aek abbiamo subìto tre infortuni, era il momento più delicato.
A volte, in questa stagione, abbiamo parlato di questa finale per consolarci, a volte credendoci, comunque se siamo qui le misure a questo campo le avevamo prese bene a novembre. Io non mi sento una guida del gruppo, mi sento dentro il gruppo. Ai problemi cerchiamo di dare risposte tutti insieme.
Essere paragonato a Sacchi e Capello dal Dottor Galliani non può che farmi piacere. Abbiamo fatto un buon lavoro. Spero che sia ancora migliore da domani. La presenza del Milan in questa finale testimonia la forza del calcio italiano, ci sentiamo una squadra molto italiana".

PAOLO MALDINI - "I ricorsi storici non mi hanno mai fatto impazzire, è difficile trovare similitudini fra l'Atene di oggi e l'Atene del 1994, di uguale c'è la città e il grande giocatore, Kakà oggi come Savicevic allora. Il Pallone d'Oro? I premi individuali passano in terzo piano rispetto ad una finale del genere.
Se posso comunque dare un consiglio ai giurati, nessuno merita il Pallone d'Oro come Kakà. E' una finale emozionante anche se alla mia età le emozioni si gestiscono in maniera diversa rispetto a quando avevo 18 o 19 anni.
Pensando a Manchester l'immagine che ho negli occhi sono io che alzo la Coppa con tutta la squadra schierata dietro di me. Secondo me, l'immagine più giusta per la premiazione era quella. Adesso si torna ala passato, vedremo se avrtemo la fortuna di vincere. Comunque l'importante è arrivare alla premiazione, non come sarà la premiazione.
Al Liverpool Crouch può dare molto sulle palle alte, da parte mia in questo momento c'è tanto orgoglio, anche tanta impazienza. Ho voglia di entrare e provare i brividi che si provano solo in momenti come questo. Io però sono orgoglioso di essere il Capitano di una squadra che si ripete sempre a questi livelli".

RICARDO KAKA' - "In questa Champions League nessuna squadra mi ha mai marcato a uomo. Penso che sarà così anche domani. Ho già avuto l'opportunità di vincere la Champions due anni fa, spero di fare una bella partita domani per scrivere un'altra pagina di storia. Grazie ad esempi come Maldini e Costacurta, c'è sempre il desiderio di vincere qualcosa in più senza mai accontentarsi.
La mia richiesta di non andare in Coppa America è proprio nell'interesse della Nazionale brasiliana, fra un anno ci sono le Olimpiadi, fra due la Confederations Cup e fra tre anni il Mondiale, non si può giocare tutte le estati, io salto la Coppa America per poter fare al meglio le prossime tre competizioni. Se riusciamo a ripetere almeno il primo tempo di Milan-Manchester è difficile per chiunque affrontare il Milan".




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