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06/02/2007
Sport, diffondere nei tifosi i valori dello sport pulito.

Contribuire a diffondere tra le tifoserie i valori di uno sport pulito, aiutare le società ad uscire dal ricatto che spesso subiscono dalle frange estreme degli ultrà, creare negli stadi spazi riservati alle famiglie.
E' con queste iniziative che la Regione si inserisce nel dibattito sulle nuove regole che il calcio si deve dare dopo i tragici fatti di Catania.

Un esempio è il tavolo già aperto con il Novara. Come osserva l'assessore regionale allo Sport, Giuliana Manica, "la squadra gioca in C1 e continua ad accumulare successi, confermandosi una realtà emergente, la migliore in Piemonte dopo Torino e Juventus.
La società manca, però, di una tradizione di pubblico forte, condizione che può diventare l'occasione per potenziare e formare una tifoseria più sana.

Lavorando sul fronte umano e organizzando, per esempio, partite amichevoli fra i tifosi di casa e quelli ospiti.
E intervenendo all'interno degli stadi. I biglietti nominativi non bastano a mantenere l'ordine e, spesso, la partita viene seguita saltando in piedi e disturbando gli altri. Serve maggiore rigore e un pubblico più misto. Si potrebbero riservare spazi per le famiglie. Ci sono realtà, come Empoli, dove azioni di questo tipo stanno aiutando".

Secondo Manica bisogna anche fare una riflessione seria su ciò che sta avvenendo: "Il calcio in troppe situazioni ha smesso di essere uno sport. Le istituzioni hanno il dovere di aiutare chi lavora in questo settore per dare una svolta.
Ma le società, soprattutto le grandi a cui non mancano certo gli strumenti, devono farsi carico di una situazione che, ormai, ha oltrepassato i limiti. E poi bisogna avere il coraggio di investire su altri sport.
Il calcio non è l'unico in grado di appassionare e le Olimpiadi di Torino ne sono state la dimostrazione. Ci sono discipline, erroneamente definite minori, che non sono state compromesse da interessi enormi e che hanno grandi potenzialità. Non solo dal punto di vista sportivo, ma anche dei valori che trasmettono. Su questo la Regione intende investire molto".

L'eredità degli impianti olimpici è per la Regione una responsabilità, ma anche una grande occasione per diventare un polo d'eccellenza negli sport invernali e del ghiaccio. Su questo fronte si sta lavorando con la FISG (Federazione Italiana Sport Ghiaccio) per far diventare il Piemonte un punto di riferimento in Europa per il salto, il bob, lo skeleton e lo slittino. Ma anche su altri: il Piemonte, per esempio, è stato scelto come sede del centro nazionale di tiro con l'arco, dove vengono formati gli atleti olimpici.

Conscia che per ottenere risultati bisogna investire, Manica ricorda che nel 2006 la Regione ha stanziato 8 milioni di euro per la promozione di tutte le discipline e sono stati finanziati 470 progetti, il doppio dell'anno precedente.
In queste settimane è partito anche il primo censimento dell'impiantistica sportiva regionale, che servirà per fotografare la situazione reale e investire in modo più razionalizzato i 19 milioni stanziati per svilupparla. Altre iniziative sono allo studio: "Entro febbraio lanceremo un grande progetto sportivo-turistico legato alla mountain bike, con la creazione di un circuito ad alta quota che collegherà tutte le nostre montagne.
Ad aprile organizzeremo un grande convegno internazionale per confrontarci con le altre realtà europee. Lo sport sta crescendo, ma l'Italia è ancora molto indietro".





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