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La palla di cannone nel Duomo di Valenza: Nel Duomo di Valenza, alla destra dell'altare maggiore, si può osservare, ben incassata al muro, un'antica palla di cannone (potete vederne la foto qui a lato).
Nel 1635 Valenza sostenne vittoriosamente un assedio da parte di truppe francesi, piemontesi, parmensi. Esattamente il 18 Ottobre del 1635 la città stava subendo un cannoneggiamento da parte delle truppe nemiche e circa 300 persone erano raccolte in Duomo in preghiera, quando una palla di cannone penetrò con gran fragore dalla finestra soprastante l'altare di San Sebastiano, quello che attualmente conserva le relique di San Massimo nella navata destra, rimbalzò sul cornicione dell'altare di San Massimo, e cascò alla destra dell'altare maggiore, in mezzo alla gente spaventata. Naturalmente il sentimento religioso portò la popolazione a ringraziare Dio per lo scampato pericolo e si prese la decisione di murare quella palla di cannone nel luogo stesso dove cadde.

Oro nelle fognature di Valenza: A Valenza vengono lavorate annualmente diverse tonnellate di oro, ma il dato preciso è difficilmente quantificabile, anche in presenza del cosiddetto sommerso, analogamente con altre realtà produttive italiane similari. Il tipo di produzione che si svolge a Valenza è di livello molto qualificato ed è nota in tutto il mondo l'abilità, o meglio la maestria degli orafi valenzani.
La grande importanza dell'attività svolta manualmente spiega almeno in parte la parcellizzazione dell'attività produttiva in così numerosi laboratori. L'attività orafa prevede un ciclo produttivo che parte dalla materia prima ed arriva all'oggetto finito attraverso molti passaggi (progettazione, modellazione in metallo ed in cera, fusione, assemblaggio, pulitura, incassatura, ripulitura, trattamento galvanico). Particolare importanza assume a Valenza l'attività di incassatura, cioè incastonatura di pietre preziose.
Durante i numerosi passaggi si ha la produzione di quantità non insignificanti di residui di metalli preziosi: le Aziende hanno ovviamente tutto l'interesse al loro recupero ed infatti la spazzatura è raccolta e poi trattata, l'acqua di scarico è filtrata, in qualche azienda sono in funzione aspiratori direttamente sul banco di lavoro. Nonostante queste precauzioni a livello aziendale è comunque logico attendersi che quantità non indifferenti di oro rimangano sui vestiti o sul corpo degli addetti, anche se vengono utilizzate tute che rimangano in fabbrica. Queste piccole quantità trovano un loro modo di concentrarsi nell'impianto di depurazione del Comune di Valenza. Tale impianto è gestito dalla A.M.V., Azienda Speciale, che oltre alla depurazione, si occupa di distribuzione del gas, di raccolta dei rifiuti e spazzamento, di trasporti.
L'impianto di depurazione è simile a molti altri esistenti nella penisola: al momento in cui scriviamo tratta solo il 40% circa dei liquami cittadini, anche se è in fase di avvio una seconda linea che porterà i liquami trattati al 90%. I fanghi prodotti annualmente (contenenti umidità per circa l'80%) sono oggi circa 3400 quintali, ma passeranno, presumibilmente, a 8000 quintali. Tali fanghi vengono conferiti, pagando naturalmente un prezzo, ad un Consorzio che se ne serve per operazioni di compostaggio. I costi di gestione dell'impianto assommano annualmente a circa 700 milioni, che sono destinati ad aumentare. Tale cifra non è indifferente per la comunità locale e quindi acquista un interesse non puramente scientifico la rilevazione della possibilità di ricavare risorse dal fango prodotto dal depuratore. 

La leggenda di villa Pastore: Appollaiata in cima ad una collina appena fuori da Valenza c'è Villa Pastore, chi non la conosce non può nemmeno immaginare che ruolo abbia avuto sia negli anni della storia della città, sia nei ricordi dei giovani degli anni 70/80.
Di questa costruzione ormai segnata dal tempo, non si sa niente, non esistono o non si trovano documenti o libri che ne parlano, le uniche cose che si ricordano sono le poche leggende tramandate negli anni. Si parla di spiriti e, ombre vaganti sia intorno alle poche mura rimaste sia nei campi circostanti. Tempo fa alcune compagnie di giovani Valenzani si riunivano a Villa Pastore proprio per la sua atmosfera misteriosa. Chi la conosce sa che sotto la costruzione vi sono dei sotterranei e galleria che portano, o almeno portavano, fino in città.
Un giovane ricorda che una sera una ventina di giovani nel tentativo di percorrere una galleria hanno desistito perchè facendo i primi passi, tutte le torce elettriche che si erano portati dietro si sono spente tutte assieme. C'è stato un periodo in cui una persona, forse uno studioso, si recava a Villa Pastore per cercare di trovare segni di entità.
La figlia degli occupanti della casa morì molto giovane, la sua tomba è ancora visibile all'interno del parco della casa stessa. A proposito di questa sfortunata bambina, una leggenda racconta che tutti gli anni nel mese di Luglio ( non ricordiamo con esattezza il giorno ) nel campo sottostante la villa si vede correre la sua sagoma. Si racconta anche di persone che hanno sentito un pianoforte suonare.


Leggenda o verità?: Se la bimba è morta di tubercolosi nel 1873 come minimo la Villa ha 150 anni, alla base del monumento c’è un foro quasi come se ci fosse stata la tomba o il vaso con i resti della piccola. La famiglia Pastore dopo la morte della bambina ha avuto un altro figlio maschio morto anche lui per il crollo di una delle torrette mentre suonava il pianoforte (notizie tratte da racconti locali), dentro l’edificio c’era anche la lapide del bambino ma è stata asportata da qualcuno.
La parte più interessante la troviamo scendendo un pezzo la collinetta davanti al secondo edificio, ci troviamo davanti all’ingresso di una delle gallerie della casa.Entrando nella galleria ci si imbatte subito in un vecchio pozzo alto almeno 10 metri. Non fate la triste esperienza di lanciarci dentro una pietra… l’acqua sul fondo è putrida e stagnate da almeno un secolo vi tornerà su un fetore di fogna che vi farà compagnia per almeno un’oretta.Se avete abbastanza fegato da superare il pozzo che sbarra la strada vi troverete nella parte della galleria che passa sotto al secondo edificio, un’esperienza tanto esaltante quanto breve! La galleria finisce dopo una decina di metri sotto la casa diroccata. S’intravede uno svincolo ma l’ingresso è stato murato! ( sigh..).
Qualcuno ha comprato la Villa poco tempo fa ma durante i lavori di restauro un operaio è rimasto ucciso in condizioni misteriose e i lavori sono stati interrotti. Comunque viste le condizioni del terreno non credo sia più da considerare zona edificabile, andate a visitarla perché merita e credo che fra quattro o cinque anni ne resterà ben poco. La Famiglia Pastore si è trasferita in una casa a Valenza vicino al Municipio dopo la morte del figlio, ma dopo poco tempo sono andati via senza avvisare e di loro non si hanno più notizie. La casa accanto al Municipio non è stata più abitata dalla loro partenza.


Quadro esoterico: La casa in se è innocua, tuttavia Elisa e il fratellino sono state vittime secondo noi di una presenza ostile legata o alla famiglia Pastore o alla collina stessa. La parte destra dei due edifici, sempre guardando Valenza è quella più preoccupante, ci sono vibrazioni molto forti, mentre avvicinandosi alla tomba di Elisa si avverte una sensazione di tranquillità quasi di protezione non è sicuramente un’entità malvagia lo spirito della bambina ma solo una vittima.


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